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A cura di ANDREA CURTI

giovedì 14 giugno 2018

INIZIATIVE - A Oltremare, sabato 17: Tabo, compleanno con dediche.

I festeggiamenti a Oltremare di Riccione continuano ininterrottamente. Sabato 17 giugno alle 15 è in programma il compleanno di Tabo, che compie 25 anni. Nato nel 1993, è figlio di Candy e fratello maggiore di Ulisse. E’ un tursiope sensibile come la sua mamma e ha un bellissimo rapporto con tutti gli addestratori. Lo staff non vede l’ora di preparagli tante sorprese durante l’appuntamento quotidiano di sabato, Conosci i Delfini. Anche il pubblico sarà coinvolto durante la giornata per fare gli auguri al giovane delfino: davanti alla vetrata in Dalmazia si potranno lasciare dediche e disegni, su un maxi librone/album di ricordi.

CALCIO - Mondiali 2018: Senza l'Italia, perchè tifare?

Oggi iniziano i mondiali di calcio, i terzi della storia senza l'Italia, e tivvù, giornali, siti web specializzati ci vogliono per forza far tifare una squadra: chi suggerisce l'affascinante Islanda dei gaysers, chi l'altra matricola Panama (che ha fatto fuori gli USA) famosa economicamente per il Canale, chi invece va sul "classico" e suggerisce il favorito Brasile o l'Argentina di Messi. C'è anche chi si consola esaltando i giocatori che militano in Serie A e che faranno parte del mondiale...Siamo un po' disperati noi italiani, ma perché tifare per altri? Magari una simpatia può essere condivisa, ma il tifo è francamente troppo. Aspettiamo che Mancini metta su una Nazionale decente, Ventura e chi per lui l'ha fatta davvero grossa.

giovedì 7 giugno 2018

MUSICA - Al Teatro Eliseo di Roma, domenica 10 giugno: Soul Train R-Evolution, all'insegna del groove.

Da un’idea del pianista e organista Michele Papadia, ispirata al famoso omonimo programma musicale americano, nasce all’interno della scuola di musica Saint Louis, Soul Train R-Evolution, formazione di oltre 20 musicisti il cui repertorio è incentrato sulla ‘Black Music’ nella sua accezione più lata, facendo coesistere la tradizione del Soul, Funk, Jazz e musica africana, con elementi di NeoSoul, Gospel, HipHop, Fusion e musica elettronica.
Per la sua prima esibizione live, sul prestigioso palco del Teatro Eliseo in Via Nazionale a Roma (domenica 10 giugno ore 21, prezzi da 15 a 10 euro), la Soul Train R-Evolution accompagnerà due eccezionali special guest, Fabrizio Bosso e Serena Brancale, per una serata all’insegna del groove.
Ecco la formazione:
Solisti e Background Vocals: Francesca Pugliese – Giulia Fortini - Chiara ‘Ash’ Vannini – Ilenia Marzano - Irene Calvia – Francesca Guerra – Beatrice Gatto – Domenico Faramondi – Paolo Boccadamo – Mattia Pedretti;
Horns: Mario Caporilli, Tromba 1, Giuseppe Panico Tromba 2, Luciano Pischetola Trombone 1, Luigi Acquaro Sax Tenore 1, Vincenzo Presta Sax Tenore 2, Lorenzo Caciotta, Sax Alto;  
Guest horns: Davide Ghidoni tromba, Simone Santini sax alto, Claudio Giovagnoli sax tenore e Luca Giustozzi trombone;      
Chitarre: Guido Della Gatta e Dario Marcello; 
Tastiere: Martina Lucignano;    
Basso: Emanuele Triglia e Stefano Zandomenichi;
Batteria: Luca Masotti;                
Batteria, Percussioni, Elettronica: Francesco Aprili.

INIZIATIVE - Sabato 9 giugno l'inaugurazione dello Stosa Point Roma in Via Appia Nuova.

Una delle storiche aziende del territorio riapre i battenti. Sabato 9 giugno, dalle ore 10.00 alle 19.00, si terrà l'inaugurazione dello Stosa Point Roma di via Appia Nuova, 43. L'evento terrà a battesimo il nuovo show room, moderno e dal design ricercato, che si propone di diventare in breve tempo il riferimento principale per le Cucine Stosa nella capitale e nei Castelli. Per ogni informazione telefonare allo 06-79340725 oppure visitare il sito www.stosapointroma.com.


mercoledì 6 giugno 2018

TENNIS - Roland Garros, venerdì la storica semifinale: Cecchinato contro Thiem per la gloria.

Metamorfosi di un tennista. Prima della svolta sportiva, Marco Cecchinato da Palermo (26 anni il prossimo 30 settembre), peregrino dei challenger, aveva dimostrato anche fuori dal campo di avere carattere: squalificato in primo grado dal Tribunale Federale della Fit per 18 mesi e sanzionato con 40.000 euro di multa per presunte scommesse, non si era arreso e il ricorso in appello gli aveva ridotto la squalifica a 12 mesi e la sanzione pecuniaria a 20.000 euro. Poi però non contento il tennista siciliano ha insistito e l'udienza del Collegio di Garanzia Coni, ultimo grado della giustizia sportiva, ha decretato l'estinzione del procedimento disciplinare a suo carico per un difetto procedurale (Coni e Fit avrebbero presentato in ritardo la richiesta di squalifica). Così da una carriera che poteva concludersi anzitempo nei tribunali, si è passato al verdetto del campo. Che fino a metà aprile di quest'anno era ancora non del tutto positivo in quanto il tennista siciliano aveva vinto appena tre partite nel circuito maggiore, prima dell'esplosione, inaspettata perché era lucky loser (perdente all'ultimo turno delle qualificazioni ma ripescato nel tabellone principale per disgrazie altrui), al torneo ATP di Budapest, e una serie di buone performance che lo hanno portato ad eliminare Fognini, Cuevas, Seppi e lottare con Goffin, perdendo. Ma poi si è preso la rivincita al Roland Garros (anche se forse il vero miracolo di Cecchinato è avvenuto al terzo turno contro lo spagnolo Carreno Busta), oltre allo scalpo di Djokovic ancora sulla via senza approdo del ritorno, comunque un tipetto ex numero 1 del mondo che in bacheca conta sempre 12 Slam tra cui Parigi due anni fa. La vittoria sul serbo ha fruttato all'azzurro 570.000 euro, forse è contento pure il neo governo Conte, dal momento che la residenza del giocatore è a Palermo e non monegasca. Ma adesso, lato economico a parte, Cecchinato è entrato nella storia,  eguagliando la semifinale di Corrado Barazzutti nel 1978, l'ultima in ordine cronologico di un tennista italiano al Roland Garros e negli Slam (parliamo di 40 anni fa), e quella ben più prestigiosa di Adriano Panatta nel 1976, più prestigiosa perchè Panatta poi vinse il torneo mentre Barazzutti fu distrutto da Borg. Che sia di buon auspicio, come ha dichiarato lo stesso Panatta: "Cecchinato può vincere il torneo, perchèè no? Un consiglio che posso dargli è di non ascoltare nessuno, riposarsi e mangiare bene. Mi sembra un ragazzo equilibrato, dovremmo essere felici per quello che ha fatto, ma ogni gara ha la sua storia. Se sono disposto a cedere il mio trono? L'ho ceduto tanti anni fa, poi a me i troni non piacciono, gli auguro tanto fortuna. La qualità nel suo tennis Cecchinato evidentemente ce l'aveva già. Poi capita che si trovano momenti favorevoli, scatta qualcosa, si prende fiducia e la cosa più bella che possa capitare ad un giocatore è proprio quando capisce di potersela giocare con tutti". Eh già, la fiducia. il Ceck era numero 109 del mondo ad inizio anno, 72 prima del Roland Garros, ora male che vada sarà numero 27. Una ascesa pazzesca. Ma tra lui e la gloria di una finale Slam c'è quel peperino dell'austriaco Thiem, testa di serie numero 7 e soprattutto l'unico capace di battere Nadal sulla terra rossa nelle ultime due stagioni: nel 2017 a Roma e un mese fa a Madrid. Però Thiem ogni tanto va fuori giri. Come lo si batte? Capitan Barazzutti ha commentato: "Contro Djokovic Cecchinato ha giocato una partita straordinaria. A parte il terzo set in cui è un po' calato e ha perso il filo del gioco, è stato perfetto. E' migliorato tantissimo dal punto di vista tecnico, sia nel servizio che nel rovescio. Perde meno campo, usa meno lo slice, i piedi sono più vicini alla riga di fondo e fa più male anche col diritto che ha sempre avuto. E poi difende benissimo e ha tirato fuori dal museo un colpo che sembrava scomparso, la smorzata. Non la usa quasi più nessuno, ma soprattutto sulla terra rossa è un colpo che serve, che paga”. Può essere proprio la smorzata o, ancora più letale, la contro-smorzata, l'arma per disinnescare venerdì la bomba austriaca. Cecchinato sicuramente ci proverà. E con lui tutta l'Italia tennistica.

TENNIS - Roland Garros, il siciliano batte Djokovic e vola in semifinale dopo 40 anni: Cecchinato mon amour!

Quarantadue anni dopo Adriano Panatta (che poi vinse il torneo nel 1976) e quarantanni dopo Barazzutti (1978), un italiano è approdato alle semifinali del Roland Garros, e lo ha fatto alla grande, dimostrando coraggio, continuità di gioco e immensa tenuta mentale, quella che manca al più talentuoso Fognini, arenatosi al quinto set contro il muro Cilic. Stiamo parlando del Cek, al secolo Marco Cecchinato, la cui favola a Parigi ricorda per certi versi quella del brasiliano Guga Kuerten nel 1997, quando il carioca sbancò il torneo francese da numero 66 del mondo (Cecchinato è 72 ma da lunedì dimezzerà almeno la sua classifica). Il tennista siciliano ha mandato a casa anche mister 12 Slam, alias il serbo Djokovic, 20 del seeding e sceso al 22 del mondo, dopo tree ore e 26 minuti di tennis thrilling, un vortice di emozioni intenso e non adatto ai cardiopatici. Quattro set di cui solo il terzo senza storia. Nel primo, Cecchinato ha subito messo sotto pressione il campione serbo, sin dal primo quindici, tanto che quest'ultimo è stato costretto a  cedere il servizio al 25enne siciliano al quarto gioco, indotto da errori non forzati e sovraritmo rispetto alle ultime performance di Djokovic. Cecchinato si è trovato così 5-2 quando il serbo, al servizio, ha chiesto l’intervento del fisioterapista per farsi massaggiare il collo. Poco importa, il palermitano è implacabile, ha una gran voglia di stupire e con un ace si è preso il primo set 6/3, mentre Djokovic è costretto ad un altro stop di tre minuti per i soliti massaggi al collo. E' evidente il blocco del serbo, rigido, ma Cecchinato è bravo ad approfittarne breakkando in apertura di seconda frazione il suo altisonante avversario e martellandolo con pallonetti e lob; il siculo è volato 2-0 e 0-30 sul servizio del serbo, ma la reazione di Djokovic è stata puntuale. Controbreak e dodici punti consecutivi. Che non hanno steso l'azzurro, anzi ha avuto inizio una serie di game spettacolari, colpi vincenti e scambi interminabili. Ci si è messo pure l'arbitro ad inventarsi un penalty point contro l'azzurro per un coaching che ha udito soltanto lui nell'undicesimo game, che ha ali al primo dei tre set-point del serbo: Djokovic canta e porta la croce per il campo, Cecchinato gli ha imposto il palleggio e non fa sconti, lo infila anche con un ace sporco. Si va al tie break, e che tie-break! Minibreak azzurro con un turbo-rovescio alla Canè, però Djokovic controbatte un passante alla sua maniera all'incrocio delle linee e lo raggiunge sul 3-3. I due lottano a colpi di vincenti, è Cecchinato comunque ad avere più coraggio e sul 6-4, con due set point a disposizione, spara l'ennesima prima vincente, e mezza semifinale è in tasca. Con il vantaggio di due set a zero, il palermitano cede di schianto in potenza, accorcia troppo i fondamentali e Djokovic scappa via inesorabilmente, accorciando le distanze in termini di set. All'inizio del quarto set di nuovo entra in campo il fisioterapista, polpaccio e ginocchio destro sembrano risentire dell'enorme sforzo fisico, e anche l'arbitro vuole la sua parte nello show azzurro, comminando altro penalty point all'incredulo Cecchinato, "reo" di essere rientrato senza chiedere il permesso negli spogliatoi fra terzo e quarto set per mettersi nuove scarpe. Il match non è facile da gestire dal punto di vista nervoso. Djokovic è rientrato in partita mentre l'azzurro pare svuotato di energie e forza fisica. Il che significa 2-0 per il serbo, che ha vinto 19 degli ultimi 21 punti, poi 3-0. Il siciliano tiene il quarto gioco e riprende a macinare gioco mentre Giove Pluvio inizia a far capricci e Djokovic sale 4-1. Cecchinato però è attaccato al match, è questo forse il suo miglior pregio, e va alla caccia del controbreak che avviene al nono gioco. Così da 3-5 Djokovic Cecchinato riaggancia il serbo sul 5 pari. Il match sembra essere girato, palla break Cecchinato ma sotto rete l'azzurro spreca il sorpasso dopo un estenuante scambio di 19 colpi. Quella vecchia volpe di Djokovic porta la contesa al tie-break, il secondo della partita, dove è un vero turbinio di emozioni. Cecchinato va avanti 3-0, viene ripreso e sorpassato 3-4 ma un suo diritto incrociato avvelenato lo porta al primo match point; il serbo mette una prima di servizio che sembra una seconda e s'inventa una stop volley miracolosa. Primo set point Djokovic sul 7-6 con un'altra stop-volley incredibile ma è ingenuo Cecchinato a non piazzare il lob con il serbo attaccato alla rete, 7 pari, 8-7 Djokovic, 8-8 schiaffo al volo vincente di Cecchinato, 9-8 Djokovic (terzo set point), 9-9, 10-9 ovvero secondo matchpoint Cecchinato con un perfetto diritto in contropiede annullato con una accelerazione di diritto di Djokovic sulla riga, 11-10 terzo match point Cecchinato dopo un diritto in corridoio di Djokovic, 11 pari per un brutto rovescio in back di Cecchinato. Che non demorde, anzi sente l'odore magnifique della vittoria; va sul 12-11 quarto match point in seguito ad un diritto in corridoio di Djokovic. Che batte e scende e Cecchinato lo infila con la risposta vincente lungolinea di rovescio. E' L'apoteosi, viva Cecchinato, “Ho cominciato in maniera aggressiva e dopo aver vinto il primo set ho iniziato a credere ancora di più nella possibilità di centrare l’impresa”, ha dichiarato a caldo il palermitano, aggiungendo che “Il finale della partita è stato di grande intensità e ricco di emozioni. Sui match point Djokovic ha giocato in modo incredibile, prima con quella volée bloccata e poi con un diritto sulla riga ma io avevo fatto la cosa giusta, così come sulla risposta che mi ha dato il successo. Come mi sentivo? Mi batteva forte il cuore…”. Dopo l’ultimo punto e la conseguente commozione e contentezza, l'italiano sfiderà l’austriaco il giovane austriaco Thiem, numero 8 della classifica mondiale e settima testa di serie, mai affrontato prima e che ha distrutto il più quotato Zverev. Un match da vedere. In chiaro e per tutti perché Cecchinato è un giocatore vero.

domenica 3 giugno 2018

Calcio a 5 femminile - Giocatrice salva la vita all'arbitro!


Una storia a lieto fine nel calcio a 5 femminile. Due settimane fa, al termine della gara Unicusano Ternana-Italcave Real Statte (semifinale scudetto), la giocatrice Pamela Presto ha salvato  la vita all'arbitro Elena Lunardi . Al termine dell'incontro, il direttore di gara della sezione di Padova si trovava a cena con i suoi colleghi, quando si sente manca il respiro dopo aver provato a inghiottire un boccone. “Ero convinta di non avere scampo. Ero al centro della sala che soffocavo e tutti mi guardavano disperati ma impotenti”. Tutti, tranne una: Pamela Presto, che - grazie a un corso di primo soccorso svolto pochi giorni prima - ha operato la cosiddetto manovra antisoffocamento e salvato la vita ad Elena .
Ieri, in occasione di gara-1 della finale scudetto Unicusano Ternana-Kick Off Milano, il delegato al calcio a 5 femminile della Divisione, Umberto Ferrini, ha consegnato una targa di merito a Pamela, con tanto di dedica del presidente Andrea Montemurro:  "Con immensa gratitudine per la presenza di spirito dimostrata nell'intervenire prontamente in una situazione di grandissimo pericolo", le sue parole.
Attimi di commozione al momento dell'abbraccio tra Pamela ed Elena, applaudite da tutto il Pala Di Vittorio di Terni.