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A cura di ANDREA CURTI

sabato 26 novembre 2016

RUGBY - Test match a Padova, azzurri sconfitti da Tonga 19-17: Implacabile cecchino Takalua, delusione Italia.

Un’Italia molto fallosa e presuntuosa cede 19-17 a Tonga a Padova nell’ultimo test match novembrino del 2016. Senza Parisse ma con la prosopopea della vittoria della scorsa settimana a Firenze contro il Sudafrica, gli azzurri hanno affrontato gli isolani forse troppo carichi e sicuri di poter disporre a piacimento del match. E invece la beffa finale ridimensiona non poco le ambizioni dell’Italia di entrare nel gotha del rugby. Eppure nei primi venti minuti c’è solo il quindici azzurro in campo; al 13’ l’Italia va subito in meta con Cittadini, lesto ad uscire dal raggruppamento di una touche vinta. Canna trasforma ed è 7-0. Tre minuti dopo altra meta azzurra non convalidata per un avanti di Van Schalkuyk. Al 24’ i tongani restano in 14 per un cartellino giallo al neo entrato Mapapalangi ma gli italiani non piazzano scegliendo la touche; questa volta va male e Gega perde palla. Sono gli avversari al 33’ ad accorciare le distanze con un piazzato centrale da quasi 40 metri col mediano di mischia Takulua (7-3 per l’Italia). Mentre l’Italia rifiuta un altro facile calcio per giocare l’ovale (poi perso per ostruzione), la pressione dei tongani cresce fino a farsi così insistente da indurre Panico ad un pericoloso placcaggio al collo, facile preda dell’arbitro irlandese Lacey che lo espelle temporaneamente per dieci minuti. Il fortino azzurro resiste sino alla fine dei primi quaranta, e alla ripresa ancora in 14 l’Italia si difende con ordine ma un altro piazzato di Takulua avvicina di una sola lunghezza Tonga (7-6). Che, seppur tornata in parità numerica, trova la meta del sorpasso (7-13) con il capitano, il centro Piutau, complice la prima distrazione azzurra del reparto difensivo. Il numero 9 tongano trasforma da implacabile cecchino. A questo punto gli azzurri si scuotono; il centro Mc Lean, uno dei senatori, inventa un calcetto a scavalcare da raggruppamento che è un assist per il neo entrato Allan che schiaccia l’ovale in meta. Canna trasforma, Italia di nuovo avanti 14-13. Il momento propizio per gli azzurri si concretizza con la meta dell’ala Bisegni dopo altra iniziativa di Mc Lean e passamano di Venditti ma per la seconda volta viene annullata per un piede fuori dell’ala azzurra e così è rimessa laterale per Tonga. Che ci crede nella rimonta anche perché, dal punto di vista fisico, l’Italia perde sempre più energia. E, al 71’, Allan viene buttato fuori dall’arbitro con calcio per Tonga, realizzato da un fenomenale Takulua che firma il sorpasso 14-16. Con un uomo in meno la reazione azzurra è buona; un fortunato calcio di Padovani permette di usufruire di una touche nella linea dei 22 avversaria, l’azione azzurra è caparbia e per fermarla i tongani commettono un fallo che regala i tre punti del controsorpasso all’Italia (piazzato di Padovani, 17-16). Mancano due minuti alla fine, c’è solo da difendere, sia pur in 14. Ed è qui che l’ingenuità di capitan Favaro (al posto dello squalificato Parisse) viene pagata a caro prezzo dal team nostrano; punizione, sia pur dubbia, allo scadere per i tongani e la frittata è fatta, sorpasso definitivo 19-17 firmato ancora una volta da Takulua. “Abbiamo gettato troppe occasioni al vento durante la partita”, ha dichiarato a caldo il cittì azzurro O’Shea, “siamo molto delusi”. Non siete gli unici. Nel Six Nations 2017 cerchiamo di eliminare queste sciocchezze, please.


venerdì 25 novembre 2016

TEATRO - Al Piccolo Eliseo di Via Nazionale in Roma, dal 30 novembre all'11 dicembre: "Risorgi", traffico di sfortunati durante il Giubileo.

Dal 30 novembre all’11 dicembre prossimi il Piccolo Eliseo di Via Nazionale in Roma propone lo spettacolo “Risorgi”, scritto e diretto da Duccio Camerini e con, oltre al regista, in scena Simone Bobini, Barnaba Bonafaccia, Marika De Chiara, Ciro Carlo Fico, Dario Guidi, Igor Mattei, Marco Damiano Minandri e Cristina Pedetta (musiche dal vivo di Matteo Colasanti, scene e costumi di Nika Campisi e foto di Alberto Martinangeli).

Un traffico di storpi e mendicanti sullo sfondo del nuovo giubileo. Un capo, una specie di figlio-erede, un pupillo, ruffiani, ma anche nemici. Un rapimento mette in crisi un sistema. Qualcuno alla fine ci lascerà la pelle. Un mondo indifferente e senza più una forma. Qualcuno l’aveva previsto. Un clima scabroso e barocco, forse una preghiera, a cavallo tra la periferia e la campagna sventrata. Ogni personaggio è in attesa di una sua personale resurrezione, davanti ad un mondo ridicolo che sa soltanto ignorare. Marika è un aspirante transessuale di mezza età; Sergetto è un ex marchettaro che non vuole smettere di illudersi; Traiano, il figlio di Marika, gestisce insieme al padre un traffico di storpi, addestrati a chiedere l’elemosina in occasione del Giubileo della Misericordia voluto da Bergoglio; Mongo è un  ritardato, un fool che vede dietro le cose; Semmi è un cameriere che fa arti marziali e prende “bombe” illegali prima di combattimenti clandestini; Rosa, la sua ex, è una tossica un tempo assistente sociale; Nadia è un’impiegata che si accanisce contro il figlio disabile; Bacio è un uomo deciso a risalire la china di quel potere sommerso; infine Latodestro è uno storpio finito sotto un camion, è lui il Robespierre che guida gli altri storpi alla rivolta. Prezzi da 21 a 30 euro.

TEATRO - All'Eliseo di Roma le tre giornate dedicate alla tragedia shakespeariana per antonomasia: L' "Otello", non solo gelosia.

Universalmente riconosciuta come una delle opere imprescindibili della letteratura occidentale, l’Otello di Shakespeare nell'immaginario collettivo è la tragedia della gelosia, dell’irrefrenabile furore delle passioni e della debolezza del raziocinio umano dinanzi all'orgoglio e al sospetto del tradimento; l’Otello è anche la tragedia del Male, incarnato da quella straordinaria invenzione letteraria che è Iago, l’infido alfiere che trama diabolicamente alle spalle del Moro, sfruttando le debolezze di quest’ultimo.
Le tre giornate dedicate all’Otello, in programma al Teatro Eliseo di Via Nazionale in Roma (ingresso libero), intendono mettere in luce, attraverso la riflessione di illustri intellettuali ed esperti della materia, le molteplici implicazioni teoriche e filosofiche di quest’opera. L’evento, organizzato dal Teatro Eliseo e da Giuseppe Di Giacomo del Dipartimento di Filosofia dell’Università Sapienza di Roma, rappresenta la quarta tappa di un percorso dedicato a William Shakespeare che coinvolge filosofi, studiosi di letteratura, anglisti e interpreti che negli anni passati si sono confrontati sugli altri tre capolavori immortali del Bardo (Amleto, Macbeth e Re Lear). Questo il programma:

lunedì 28 novembre 2016, Teatro Eliseo ore 17.30, partecipano Piergiorgio Donatelli, Antonio Gnoli, Giovanni Matteucci e Fausto Malcovati; giovedì 1 dicembre 2016, Piccolo Eliseo ore 17, partecipano Maurizio Ferraris, Elio Franzini, Stefano Velotti, Giuseppe Pucci; mercoledì 7 dicembre 2016, Teatro Eliseo ore 19, partecipano Massimo Cacciari, Giuseppe Di Giacomo, Nadia Fusini.

giovedì 24 novembre 2016

RUGBY - A Padova sabato l'Italia contro Tonga senza capitan Parisse: Vincere divertendosi.

Dopo l’eccitazione collettiva per la vittoria storica a Firenze contro il Sudafrica, l’Italrugby torna in mischia a Padova (ore 15, diretta in chiaro su DMax) per affrontare, nel terzo e ultimo test match del 2016, il quindici di Tonga, che nel ranking mondiale occupa la quindicesima posizione con 70.25 punti contro la tredicesima dell'Italia (74.23 punti). La vigilia di questa partita, considerata la più abbordabile del trittico novembrino, è però rovinata dalla squalifica internazionale inflitta a Capitan Parisse, fermato dalla Disciplinare per tre turni causa un contatto "piede-viso" accidentale in ruck giocando lo scorso 5 novembre a Bordeaux con il suo club, lo Stade Français. L’avvicendamento dell’insostituibile capitano azzurro è una bella gatta da pelate per il neo cittì irlandese Conor O’Shea, che ha deciso di affidare la maglia numero 8 all’italo-sudafricano van Schalkwyk, seconda linea in grado di firmare la prima meta azzurra contro gli Springboks (entrerà nel quindici di partenza anche Geldenhuys, rimasto fuori dai 23 nelle prime due partite). Sarà poi Simone Favaro, grande combattente, ad indossare la fascia di capitano al posto di Parisse.
In ogni caso O’Shea predica calma e vuole un'Italia “con i piedi per terra e che dia prova di continuità”. La squadra – ha continuato il tecnico irlandese – sa che il viaggio è molto lungo e che sono le piccole cose fatte bene in partita a permettere di vincere. Nello sport oggi sei un eroe e domani puoi tornare nessuno. Noi lavoriamo duro, io spero che i giovani in Italia possano vedere in campo una squadra che lotta e giocatori che indossano con orgoglio ed emozione la maglia azzurra”.
Per quanto riguarda gli avversari degli azzurri, c'è un solo cambio nel XV annunciato dal c.t. Tutai Kefu; rispetto alla vittoria per 20-17 sugli Stati Uniti di sabato scorso a San Sebastian (battuta anche la Spagna a Madrid 28-13), c’è un avvicendamento all'estremo, ovvero Tevita Halaifouna prende il posto di Telusa Veainu. Anche i tongani, forti soprattutto nel Seven, annoverano tra le loro fila diversi giocatori che frequentano i campionati più importanti, inglese e francese (l'ala Vainikolo, la seconda linea Jon Tu'ineau, il tallonatore Elvis Taione e il pilone Sila Puafisi) e neozelandese (l'imponente numero 8 Tevita Koloamatangi, il flanker Jack Ram e il pilone destro Siua Halanukonuka).

domenica 20 novembre 2016

Calcio a 5 - Serie A, 7a giornata: Inarrestabile Napoli, al Latina il derby col Rieti.

La Lollo Caffè Napoli è inarrestabile: la squadra di Francesco Cipolla passa (6-3) anche sul campo della Futsal Isola Fiumicino e si mantiene in vetta al campionato di Serie A di calcio a 5. Nelle altre gare della settima giornata, tiene il passo il Pescara che vince 4-2 sul campo della Came Dosson mentre è pari spettacolo (4-4) tra Kaos Futsal e Luparense. La settima giornata si era aperta con le vittorie negli anticipi di Acqua&Sapone Unigross (4-0 alla Lazio), Axed Group Latina (6-2 sul campo del Real Rieti) e Ma Group Imola (5-4 sulla Cioli Cogianco Genzano). Il prossimo turno, l’ottava giornata,  si aprirà venerdì 25 con Latina-Kaos e Lazio-Isola Fiumicino (diretta Sportitalia). Sabato 26 Acqua&Sapone-Came Dosson, Imola-Pescara e Luparense-Cioli Cogianco. Rinviata Napoli-Rieti per gli impegni del Real nell’Elite Round di Uefa Futsal Cup: ad Almaty, esordio giovedì contro il Kairat.

sabato 19 novembre 2016

RUGBY - A Firenze si è fatta la storia, Italia-Sudafrica 20-18: Azzurri mitici, ora sotto con Tonga.

A Firenze si è fatta la storia del rugby azzurro: l’Italia del neo cittì O’Shea ha battuto 20-18 il Sudafrica e per la prima volta ha sconfitto (più nettamente del risultato) una squadra sotto l’Emisfero Sud (le altre sono Australia e Nuova Zelanda per intenderci), la quarta al mondo secondo il ranking internazionale. Certo, non è il Sudafrica di Capitan Pieenar o di van der Westhuizen o di Chester Williams o Stransky, anzi nelle ultime sette partite il XV di Coetzee ha rimediato sei sconfitte, ma è pur sempre il Sudafrica, gli Springboks, tra i maestri della palla ovale. E la coraggiosa Italia l’ha sfidata sul suo campo preferito, la fisicità, vincendo con un Favaro straordinario, con delle prime linee che si sono comportate da veterani, indicendo spesso all’errore i dirimpettai di mischia. E’ stata una buona Italia da subito, partita aggressiva e vogliosa, frenata nell’ardore non tanto dagli avversari quanto dall’arbitro irlandese Clancy che l’ha penalizzata in almeno tre occasioni. Poi la meta della star Habana (miglior realizzatore di mete nella storia del Sudafrica) ha rotto il ghiaccio; è stata lesta l’ala sudafricana a sfruttare un break dell’estremo Le Roux. Ma la reazione azzurra non si è lasciata attendere. Capitan Parisse, oggi in cabina di regia, invece di accontentarsi dei tre punti, ha ordinato di calciare l’ovale in touche e, da quella rimessa, è scaturita la meta dell’Italia di forza col pack firmata dall’ex sudafricano Van Schalkwyk. Canna ha trasformato e portato l’Italia avanti 7-5. Passano sei minuti e ancora una volta la velocità degli ospiti ha fatto la differenza: ad andare in meta è stato il centro De Allende sulla corsia di destra. L’apertura Lambie ha trasformato così gli Springboks si sono trovati avanti 12-7. A questo punto è salito in cattedra l’estremo delle Zebre Edoardo Padovani, “man of the match”; prima ha centrato l’acca da centrocampo accorciando le distanze (10-12), poi ha salvato la seconda una meta sicura degli avversari, con tutti gli azzurri che nel finale si sono schierati in difesa e placcaggio su placcaggio, non hanno consentito la terza meta ai sudafricani dopo sedici attacchi consecutivi. Dal riposo i sudafricani sono tornati più convinti in campo mentre la seconda linea Fuser si è fatta ingenuamente espellere per dieci minuti causa una entrata scomposta sul saltatore avversario in touche. In inferiorità numerica l’Italia ha placcato tutto resistendo eroicamente, e concedendo al Sudafrica solo un piazzato dell’apertura Lambie. Forse è lì la chiave del match perché al rientro di Fuser (e contemporaneo quadruplo cambio del cittì sudafricano) la partita è tornata saldamente nelle mani azzurre. La maul azzurra ha logorato la difesa avversaria sino a permettere all’ala Venditti, che ha atterrato a spallate il malcapitato di turno, di siglare la seconda meta italiana. Che un Canna assai attento ha trasformato; al 55’ l’Italia ha ribaltato la situazione conducendo 17-15. Il Sudafrica è alle corde, se prima cercava sempre la via della meta tramite la touche ora ha capito che deve far punti coi piazzati per sperare di uscire indenne dal Franchi. E ne ha fatti altri tre dalla grande distanza col talentuoso Jantijes riportandosi avanti 18-17. Dopo quattro minuti però la pressione azzurra sulle linee difensive altrui viene premiata dal calcio di Canna che ha portato l’Italia di nuovo sopra di due lunghezze (20-18). A dieci dal termine O’Shea ha cambiato l’assetto della mediana: fuori Canna e Bronzini (bravi davvero), dentro Gori a mediano di mischia e Allan come primo centro, mentre all’apertura è scalato Mc Lean. Il match però è già virtualmente terminato perché i sudafricani stremati nel fisico e nelle idee, non sanno più cosa fare, tanto che al 78’ di nuovo la maul nostrana con Fuser segnerebbe la terza meta se l’arbitro non l’annullasse (giustamente) per l’uscita coi piedi dalla linea laterale di alcuni azzurri prima della schiacciata dell’ovale. Ma nella touche susseguente gli Springboks si sono fatti rubare l’ovale come dei pivelli e ad Allan non è restato che calciare fuori e sancire lo storico risultato per il rugby azzurro. Siccome però l’appetito vien mangiando, adesso bisogna battere anche Tonga sabato prossimo a Padova (sempre in diretta in chiaro su DMax canale 52) nella terza ed ultima amichevole del 2016 per gli azzurri prima del Six Nations 2007.

venerdì 18 novembre 2016

TEATRO - Al Piccolo Eliseo, lunedì 21 novembre, si legge "Il male oscuro": Riscoprendo Berto, ancora modernissimo.

Giuseppe Berto, grande scrittore italiano, sta vivendo un periodo di riscoperta della sua opera, colmata quest'anno nel passaggio dall'editore Rizzoli a Neri Pozza editore, che propone nuovamente Il male oscuro con un'edizione critica e l'introduzione di Emanuele Trevi. Lunedì 21 novembre alle 18.30 il Piccolo Eliseo di Via Nazionale in Roma ne propone un dialogo (fino ad esaurimento posti) con Emanuele Trevi, Paolo Mauri, Cesare de Michelis e Camilla Baresani (letture di Iaia Forte).
Apparso per la prima volta nel 1964, Il male oscuro ottenne subito un grande successo, vincendo nello stesso anno il Premio Viareggio e il Premio Campiello. L’apprezzamento critico che ne seguì, tuttavia, non colse forse pienamente la grandezza di quest’opera e della figura di Giuseppe Berto nel panorama della letteratura italiana del secondo Novecento.
Come sovente accade, questo romanzo e lo stesso Berto conoscono forse soltanto oggi quella che Benjamin definiva «l’ora della leggibilità». Comparato con le opere di quell’epoca caratterizzata da una società in piena espansione, Il male oscuro, come nota Emanuele Trevi nello scritto che accompagna questa nuova edizione, appare come «lo specchio, frantumato ma straordinariamente nitido, di un intero mondo, di un’epoca storica», un capolavoro assoluto dotato di «un’autorevolezza paradossale, che si basa sulla travolgente energia degli stati d’animo».

Come i grandi libri, il romanzo presuppone una genealogia. Berto ha ammesso più volte il suo debito con La coscienza di Zeno di Svevo e La cognizione del dolore di Gadda, dalla quale ricavò il titolo stesso del suo libro. Il male oscuro, tuttavia, segna una svolta fondamentale rispetto a queste opere precorritrici: non descrive semplicemente una nevrosi, ma la mima e la incarna. Il suo linguaggio è la manifestazione stessa del male, «l’epifania tragicomica della sua oscurità» (Trevi). Un’assoluta novità artistica e letteraria che Berto non esitò a battezzare «stile psicoanalitico», una prosa modernissima che, narrando di un male assolutamente personale, fa scorrere davanti ai nostri occhi «la Roma della Dolce Vita e di via Veneto, i medici e le loro contrastanti e fallaci diagnosi, l’industria del cinema con tutte le sue bassezze e le sue assurde viltà, la famiglia borghese e la sua economia domestica, i cambiamenti del costume sessuale, i rotocalchi a colori e le villeggiature in montagna», la malattia di un’epoca apparentemente felice.

RUGBY - Domani a Firenze (ore 15, diretta DMax) la seconda amichevole dell'Italia: Contro gli Sprinboks per l'onore.

Passata la bufera All Blacks, l’Italrugby si ributta in mischia e domani a Firenze affronta gli Springboks sudafricani in un altro incontro sulla carta proibitivo per quello che rappresenta in Italia il nostro movimento in considerazione del pedigree di quello sudafricano. Rispetto al match con la Nuova Zelanda, il tecnico della Nazionale, l’irlandese O’Shea, deve cambiare quattro elementi per infortunio: fuori Ghiraldini, Lovotti, Mbandà ed Esposito, dentro subito Gega, Panico (prima da titolare), Minto e Venditti. In mediana confermato Bronzini (con Allan pronto al subentro in corsa) e Gori che lascia in panchina Canna. “La squadra che ha affrontato gli All Blacks merita un'altra occasione. In 2-3 anni il nostro percorso porterà frutti”, ha detto O’Shea, dando l’impressione di puntare ai Mondiali del Giappone del 2019.

Per quanto concerne il Sudafrica, Il c.t. Coetzee ha annunciato il ritorno tra il XV dell’ala Habana che aveva saltato la partita di sabato scorso con l’Inghilterra persa a Twickenham 37-21 dai sudafricani . Inoltre, con Etzebeth k.o. in seconda linea va Du Toit e per Carr è la prima volta da titolare.


Comunque vada, il match più abbordabile (ma guai a pensare che sia facile) ci sarà tra una settimana a Padova contro Tonga, la terza ed ultima amichevole del 2016 per gli azzurri prima del Six Nations 2007 che partirà in febbraio.

giovedì 17 novembre 2016

Calcio a 5 - Serie A, 7a giornata: Napoli a Fiumicino per non cadere nella rete.

A cinque giornate dalla fine del girone di andata, la corsa per la qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia entra nel vivo. Nel weekend, tra venerdì e sabato, si gioca la settima giornata del campionato di Serie A di calcio a 5, che sarà aperta dall’anticipo tra Acqua&Sapone Unigross e Lazio in diretta su Sportitalia (canale 60 del dtt, canale 225 del bouquet Sky). Domani sera si giocano anche Cioli Cogianco Genzano-Ma Group Imola e Real Rieti-Axed Group Latina. Sabato, Came Dosson-PescaraKaos Futsal-Luparense e Futsal Isola Fiumicino-Lollo Caffè Napoli.

martedì 15 novembre 2016

TEATRO - All'Eliseo in Roma, dal 22 novembre, omaggio alla poetessa romana: "La pazza della porta accanto", Foglietta dà vita alla Merini young.

“Si va in manicomio per imparare a morire” scriveva Alda Merini in uno dei suoi aforismi più famosi. E invece “la poetessa dei navigli” amava la vita e amava l’amore.La pazza della porta accanto”, intenso atto unico di un’ora e mezza scarsa firmato da Claudio Fava in scena al Teatro Eliseo in Roma (da martedì 22 novembre a domenica 11 dicembre 2016 , prezzi da 25 a 40 euro) vuole essere un omaggio alla figura di una donna dalla straordinaria parabola artistica e umana, ai suoi versi dalla forte componente mistica. Ma il testo è altresì una denuncia civile contro i trattamenti subiti da chi, proprio come Alda Merini, ha conosciuto la discesa agli inferi nei manicomi prima della Riforma Basaglia del 1978. Un tema di portata civile e sociale che Alessandro Gassmann approfondisce e porta sul palcoscenico. La drammaturgia di Fava scorre senza interruzione, sonda gli abissi della mente di Alda Merini, il suo rapporto con i compagni di degenza, la nostalgia per la famiglia e le figlie, rivela il suo senso profondo della maternità, la sua fede religiosa, la capacità di resistere alla cattività forzata del manicomio, l’aspirazione profonda alla libertà del corpo e della mente.
“A dare voce e volto a questa grande poetessa italiana - sottolinea Gassmann - sarà Anna Foglietta, bravissima attrice (in ascesa, ndr) che interpreterà una giovane Alda Merini in profondo conflitto con un mondo che non la comprende e di cui non accetta le etichettature".

Il testo si sviluppa all’interno di un ospedale psichiatrico e ripercorre la drammatica esperienza della Merini. Per intenderci, erano gli anni in cui la parola “depressione” non si conosceva e chi soffriva di questa malattia veniva definito pazzo, erano anche gli anni in cui negli ospedali psichiatrici praticavano l’elettroshock e i bagni nell’acqua gelata.