Non sono bastati due set point e un vantaggio di 4-1 nel tie-break del primo set per piegare il pugliese Pellegrino e riappropriarsi della seconda carriera tennistica: Marco Cecchinato non è stato certo fortunato ma è sulla strada giusta per rientrare nei cento ed evitare la giungla delle qualificazioni negli Slam. Ora Vicenza e Perugia, due tappe fondamentali, due challenger dai quali ricavare altri punti cruciali per il rientro nelle zone della classifica più consona al talento del palermitano. Otto anni fa Ceck incantò il Roland Garros con l'intelligenza dello stratega e la follia dell'artista, usando quel kick esterno sul servizio e la palla corta che in epoca di tennis violento e muscolare, c'entra poco. Era reputato quasi un visionario il palermitano, anacronistico in Patria nonostante il numero 16 in classifica, nonostante l'eleganza del rovescio ad una mano e l'aver distrutto Schwartzman a casa sua nella bolgia di Buenos Aires, eppure addirittura Sinner oggi ogni tanto si avventura in quelle variazioni di gioco che non sono proprio la caratteristica del number one mondiale. Invece Cecchinato ha ripreso a macinare gioco come ai bei tempi, alla sua maniera, a lottare su ogni pallina per riemergere dai bassifondi: è la strada giusta quella intrapresa dal tennista siciliano, un altro paio di buoni risultati e il rientro nel giro che conta è assicurato, con la speranza di entrare a Flushing Meadows dalla porta principale. Se lo merita l'atleta, se lo merita il tennis con la T maiuscola.