Non sono bastati due set point e un vantaggio di 4-1 nel tie-break del primo set per piegare il pugliese Pellegrino e riappropriarsi della seconda carriera tennistica: Marco Cecchinato non è stato certo fortunato ma è sulla strada giusta per rientrare nei cento ed evitare la giungla delle qualificazioni negli Slam. Ora Vicenza e Perugia, due tappe fondamentali, due challenger dai quali ricavare altri punti cruciali per il rientro nelle zone della classifica più consona al talento del palermitano. Otto anni fa Ceck incantò il Roland Garros con l'intelligenza dello stratega e la follia dell'artista, usando quel kick esterno sul servizio e la palla corta che in epoca di tennis violento e muscolare, c'entra poco. Era reputato quasi un visionario il palermitano, anacronistico in Patria nonostante il numero 16 in classifica, nonostante l'eleganza del rovescio ad una mano e l'aver distrutto Schwartzman a casa sua nella bolgia di Buenos Aires, eppure addirittura Sinner oggi ogni tanto si avventura in quelle variazioni di gioco che non sono proprio la caratteristica del number one mondiale. Invece Cecchinato ha ripreso a macinare gioco come ai bei tempi, alla sua maniera, a lottare su ogni pallina per riemergere dai bassifondi: è la strada giusta quella intrapresa dal tennista siciliano, un altro paio di buoni risultati e il rientro nel giro che conta è assicurato, con la speranza di entrare a Flushing Meadows dalla porta principale. Se lo merita l'atleta, se lo merita il tennis con la T maiuscola.
Writing
Non sono d'accordo con le tue opinioni, ma difenderò sempre il tuo diritto ad esprimerle (Voltaire-François Marie Arouet)
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A cura di ANDREA CURTI
sabato 23 maggio 2026
venerdì 20 marzo 2026
Tennis, l'Africa attesta il ritorno di un campione: Forza Ceck, Parigi è vicina...
Andrea Curti
martedì 25 novembre 2025
Tennis - All'Italia una "Davis" piccola piccola...
Intendiamoci: non abbiamo mai avuto una caterva di giocatori così alti in classifica, mai un numero uno del mondo, mai una prospettiva su cui "campare di rendita" per almeno un lustro. L'Italia del tennis si risveglia così, con una terza stella consecutiva, la quarta in assoluto, e l'alba di un fulgido futuro. Ma, al di là del risultato sportivo (magnifico), qualche considerazione più profonda va fatta, per non scadere in trionfalismi terzomondisti. Uno: la Davis su cinque set è una cosa, la Davis come è concepita oggi (un torneino 250 o al massimo 500) è un'altra. Provate a stare cinque ore in campo all'aperto a novembre o lasciare l'estate australiana per catapultarsi subito nell'inverno europeo sempre rigorosamente outdoor e poi ne riparliamo, piuttosto che passare due orette belli al caldo di un palazzetto a fine stagione agonistica. Due: Italia e Spagna si sono presentate in finale senza i loro assi, ovvero Sinner e Musetti da una parte, Alcaraz e Fokina dall'altra, chi per stanchezza chi per noie fisiche o altro. Un po' di comprensibile snobismo verso questa competizione c'è e tutto questo "amor di patria" non è poi così marcato. Tre: oggi l'effetto Sinner e l'immagine vincente del tennis azzurro in generale ci fa essere "un po' tutti sport invernali", come diceva il compianto Galeazzi parlando di Tomba. Tifo da stadio, scorrettezze e fischi di stampo sudamericano e altre nefandezze calcistiche vengono sempre più applicate sui campi da tennis e non si confanno con lo stile in puro lino bianco, immacolato da sponsorizzazioni sulle magliette, quando contava saper giocare bene e non aver marche di frigoriferi sulla chiappa destra del pantaloncino. Quattro: si gioca sempre e ovunque, si fanno soldi in tutto il globo mentre in passato si sarebbe sacrificato il mignolo della mano sinistra (per i destri) o anche un orecchio pur di essere convocato in Davis; per il gettone di presenza e premi irrisori ci sono state rivolte di tecnici e giocatori (chiedete all'attuale presidente ATP Gaudenzi), oltre al fatto che andare in Davis significava stare sotto i riflettori di tv e carta stampata nazionale e estera, un risalto che i media e i social moderni danno in cinque secondi di cronometro, azzerando l'entusiasmo e il pathos che solo la Davis di un tempo era capace di dare. Sia chiaro, l'Italia è stata brava a vincere, Berrettini e Cobolli hanno lottato con tutte le loro forze ma le emozioni da Coppa Davis sono altra cosa. Vedi Cané a Cagliari contro Wilander (primo turno 1990) o i cinque set di Camporese contro Becker l'anno seguente, o la vittoria incredibile dello stesso bolognese contro Moya o il 6/0 6/1 dato da Pescosolido all'allora numero 1 sulla terra Bruguera in casa dello spagnolo, annichilito e senza difese di fronte al "diritto in avanzamento più potente del circuito" come lo etichettò John Mc Enroe, non uno qualsiasi, e via dicendo, per una lista lunga che a molti sfugge per seguire la moda della Carota. Partite che sì non hanno dato titoli ma indimenticabili negli occhi e nei cuori di chi ama il tennis, partite che sono valse le sei ore di diretta televisiva e l'ascesa nettissima dell'indice di consumo della poltrona più comoda di casa, con conseguenze catastrofiche sul budget familiare. Il resto, tutto il resto, è puro chiacchiericcio da bar.
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sabato 22 novembre 2025
Tennis, Coppa Davis, finale Italia-Spagna: Fuori i "secondi"!
Sinner e Musetti da una parte, Alcaraz e Fokina dall'altra: Italia e Spagna si presentano alla finalissima di Coppa Davis di domani in quel di Bologna con le rispettive Nazionali B, orfane dei loro giocatori migliori. Sono due squadre molto simili Italia e Spagna: Berrettini e Carreno Busta hanno odorato la top-ten anni fa e ora sono alla ricerca di loro stessi, entrambi condizionati da gravi infortuni fisici; Cobolli e Munar sono i due fighter, non bellissimi da vedere ma rapidi nei piedi, veloci nelle scelte tecniche e lottatori oltre la norma. Forse l'Insalatiera sarà decisa dal doppio finale: Bolelli e Vavassori sono reduci dalla buona semifinale al Masters di specialità, Granollers e Martinez non perdono in doppio in Davis dal settembre 2022 e sono risultati decisivi sia nei quarti contro i cechi sia in semifinale contro i tedeschi.
sabato 12 dicembre 2020
CO.PRO.N.E.L. A CONTE "ADDIO GRANDI EVENTI SENZA ROMA CAPITALE"
Riceviamo e pubblichiamo da: UFFICIO STAMPA CO.PRO.N.E.L.
ROMA - "Gentilissimo Prof. Giuseppe Conte, Presidente Consiglio dei Ministri, facciamo seguito ai precedenti per evidenziarLe che, stante la insensibilità dei Parlamentari romani cui ci siamo rivolti, come già proponemmo a Lei ed ai Suoi predecessori, l'unico percorso certo, per avviare e concludere l' iter costitutivo ed ordinamentale per Roma Capitale è la presentazione di apposito Decreto Legge in tal modo il Parlamento sarà costretto a legiferare entro i 60 giorni". Così il Co.Pro.N.E.L. si è rivolto nuovamente al premier Giuseppe Conte affinché la Repubblica Italiana si doti della sua Capitale, ricordando che ad oggi, senza la legge costitutiva, lo Stato ne ha due: il vecchio Comune a cui, in attesa della legge ordinamentale, è stato attribuito il titolo provvisorio di “Capitale”, e la “Città Metropolitana di Roma Capitale” che, pur non esistendo nell’ordinamento, è stata “inventata” per riciclare la vecchia casta provinciale. “Roma Capitale Metropolitana, insieme di Comuni e Comunità omogenei ed integrati, è proprio quell’Ente capofila della strategia di coesione territoriale e resilienza richiesto dall’U.E., quale indispensabile al fine di ottenere i 208 miliardi previsti per l’Italia nei Fondi U.E. 2021-27. Speriamo che il premier Conte - ricorda il Co.Pro.N.E.L. - dimostri di essere vero avvocato dei cittadini, rispettando la volontà del popolo sovrano Italiano che, nel referendum approvativo della riforma costituzionale (il 7.10.2001), decise come 'Roma è la Capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento' ed il diritto del popolo sovrano capitolino di votare (nel 2021) per sindaco e consiglieri di Roma Capitale e dei suoi Comuni Metropolitani". "Senza costituire Roma Capitale - aggiunge il coordinatore del Co.Pro.N.E.L., Pino Cardente - sarebbe impossibile organizzare servizi e accoglienza per i Grandi Eventi assegnati alla città eterna, tra cui i Mondiali di beach volley e gli Europei di nuoto del 2022, gli Europei di atletica leggera del 2024 ed il Giubileo del 2025".
venerdì 19 giugno 2020
SPETTACOLO - Dal 1° luglio riparte anche l'Italia in Miniatura a Rimini: Bel Paese ed Europa da riscoprire...in piccolo.
sabato 13 giugno 2020
SPETTACOLO - Prove di normalità, riapre Oltremare a Riccione.
Riceviamo e pubblichiamo: lettera aperta sulla Casa di Riposo di via Ventura nel comune di Roma.
Alla cortese attenzione di direttori e redattori
Lettera aperta su Casa di Riposo del comune di Roma RM3
