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A cura di ANDREA CURTI

venerdì 9 febbraio 2018

TENNIS - Fed Cup, domani a Chieti Italia-Spagna: Errani condottiera della "mission impossible" azzurra.


Parte domani da Chieti (diretta dalle 16 in chiaro su Supertennis) la "mission impossible" del tennis femminile italiano: battere la Spagna nel primo turno della "Serie B" di Fed Cup e sperare nella rentreé immediata. Sul campo non si parte mai battuti ma se c'è una volta in cui la bilancia pende quasi tutta dalla parte degli avversari, questa riguarda proprio le ragazze della Garbin, che sono senza le prime due giocatrici (il "caso Giorgi" su tutti e la veterana Schiavone chiamatasi fuori dai giochi) e che pagano lo scotto di un ricambio generazionale mai effettivamente calcolato dai vertici federali, intenti soprattutto a gioire deii successi del fu dream team (con Pennetta e Vinci). Così la capitana Tathiana Garbin deve schierare l'unica reduce dei successi azzurri, Sara Errani, scesa al numero 142 e in difficoltà per risalire la china, ed una schiera di più o meno promesse future, Jasmine Paolini (n.158), Deborah Chiesa (n.179) e quella Elisabetta Coicciaretto (ora n.809), diciassette anni di Porto San Giorgio, capace di issarsi sino alla semifinale degli ultimi Australian Open Juniores. E' la convocazione della disperazione perchè, fuori la Giorgi e con una Errani che stenta a rientrare nel giro che conta, il movimento femminile tennistico sta vivendo un momento un po' buio, senza acuti, vivacchiando oltre i cento in classifica e aggrappandosi appunto all'unico mezzo-pseudo risultato ottenuto da una giovanotta marchigiana. Invece le spagnole della capitna Anabel Medina Garrigues, orfane della stella Muguruza, possono comunque essere competitive schierando Carla Suarez Navarro (n.29), Lara Arruabarrena (n.82), Georgina Garcia-Perez (n.162) e la doppista Maria Jose Martinez (25 in doppio). Ad aprire la contesa domani saranno Jasmine Paolini e Carla Suarez Navarro sulla terra rossa indoor del PalaTricalle "Sandro Leombroni" di Chieti, a seguire Sara Errani affronterà Lara Arruabarrena. Domenica, a partire dalle 14, la sfida tra le numero uno dei rispettivi team, Errani e Suarez Navarro, dopo quella tra le numero due, Paolini ed Arruabarrena: in chiusura il doppio tra la coppia azzurra Deborah Chiesa/Elisabetta Cocciaretto e quella ospite Georgina Garcia-Perez/Maria Jose Martinez Sanchez. L'impressione e i pronostici dicono che al doppio non si arriverà.

MUSICA - Il Festival di Sanremo 2018: Il concertone di Baglioni oscura la gara.

E' il Festival della canzone italiana o il Festival della canzone di Baglioni (in arte "Agonia")? Il dilemma di questi tre giorni di Sanremo, in vista anche del rush finale, si infittisce. Non c'è serata in cui il neo Direttore Artistico non canta almeno un paio dei suoi successi, pare un suo concertone diluito in una settimana che inevitabilmente finisce per sminuire la gara e i cantanti presenti, che non sono proprio scarsi (3/4 dei Pooh, Ron, Max Gazzè, la Vanoni, ecc.). Canzoni peraltro quelle di Baglioni trite e ritrite, per molti evergreen e per molti altri dei lamenti insopportabili che ogni sera vengono riproposti anche nel 2018, ad una distanza temporale che va dai 30 ai 40 anni. Chi pensava insomma di essersi lasciato alle spalle certe sensazioni di noia mortale si dovrà ricredere; Baglioni celebrerà ancora la sua carriera, indipendentemente da chi vincerà il Festival. Anzi, oscurandolo.

INIZIATIVE - Domenica al Carnevale di Fano i carri allegorici dei parchi Costa.


Domenica 11 febbraio, il carro allegorico dei parchi Costa Edutainment Italia in Miniatura, Oltremare, Aquafan e Acquario di Cattolica sfilerà a Fano, per l’ultima domenica di Carnevale. Realizzato dall’Associazione Carristi Fanesi, il carro raffigura i simboli più amati e popolari dei parchi: uno scivolo per Aquafan, lo Squalo Brigitte per Acquario di Cattolica, il delfino Ulisse per Oltremare e il campanile di San Marco per Italia in Miniatura.
Ma non è tutto: precederà il carro la festosa mascherata di figuranti con vistosi costumi di gommapiuma, a cura di Officina Operà di Fano.
Nei tre giri trionfali, quello di presentazione, quello “del getto dolce” e quello “delle luminarie”, il carro dei Parchi romagnoli farà piovere sul pubblico dolcezze e omaggi: caramelle, bonbons e migliaia di coupon gratuiti per l’ingresso ai parchi che riapriranno in primavera: 17 marzo Italia in Miniatura, 24 marzo Acquario di Cattolica e Oltremare, 1 giugno per Aquafan.

giovedì 8 febbraio 2018

TEATRO - All'Eliseo di Roma l'opera firmata Massini e con Alessandro Preziosi: Vincent Van Gogh, l'odore assordante del bianco.

Al Teatro Eliseo di Roma, dal 13 febbraio al 4 marzo 2018, va in scena "Vincent Van Gogh. L'odore assordante del bianco" di Stefano Massini e con Alessandro Preziosi, Francesco Biscione, Massimo Nicolini, Roberto Manzi, Alessio Genchi e Vincenzo Zampa.
Una sorta di thriller psicologico, attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento di Vincent Van Gogh in manicomio, che lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.
È il 1889 e l’unico desiderio del grande pittore è quello di uscire da quell’austera stanza del manicomio di Saint Paul dove non c’è altro colore che il bianco. La sua prima speranza è riposta nell’inaspettata visita del fratello Theo che ha dovuto prendere quattro treni e persino un carretto per andarlo a trovare …
Il testo è vincitore del Premio Tondelli a Riccione Teatro 2005 per la “scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva” (motivazione della giuria). L’autore Stefano Massini, con la sua drammaturgia asciutta ma ricca di spunti poetici, offre considerevoli opportunità di riflessione sul rapporto tra le arti e sul ruolo dell’artista nella società contemporanea.

TEATRO - Al Vittoria di Roma lo show che ha spopolato in Spagna e America Latina: "Non aver paura" è solo uno spettacolo. Forse...

Torna in Italia, e più precisamente al Teatro Vittoria di Roma (dal 15 febbraio al 4 marzo prossimi), per il secondo anno consecutivo “Non aver paura”, lo spettacolo campione di incassi delle ultime stagioni in Spagna e America Latina e inserito dal prestigioso Teatri On Line nella speciale classifica dei dieci migliori spettacoli della passata stagione“Non aver paura”, di Eduardo Aldàn, diretto nella nuova versione italiana da Ricard Reguant ed Enzo Masci e tradotto e adattato per l’Italia da Franco Ferrini (sceneggiatore di numerosi film di Dario Argento e di “C'era una volta in America”) su progetto artistico di Gianluca Ramazzotti, riporta finalmente in Italia il brivido dell’horror, che in teatro si scatena con la sua massima potenza: soprattutto se a fare da Maestro di Cerimonia è l’istrionico Gianni Garko, noto volto di film di culto del cinema italiano degli anni ’60 e ’70 come la serie di ”Sartana”, “10.000 dollari per un massacro”, “La notte dei diavoli”, “Sette note in nero”, “Uomo a metà”. “Non aver paura” scuote, sorprende e destabilizza il pubblico, lo cattura e lo immerge in una grande e spaventosa esperienza teatrale di puro terrore: in un antico teatro, all’inizio del secolo scorso, un terribile incendio tolse la vita a 23 persone fra cui la piccola Violetta Sperelli, che si esibiva quella sera, e suo padre Ettore; i corpi dei due non vennero mai ritrovati e sulle ceneri dei locali fu ricostruito il nuovo teatro, da allora luogo di eventi paranormali e sorprendenti. E se qualcuno dovesse pensare che si tratti “solo di uno spettacolo teatrale” (come suggerito dal sottotitolo) e che non ci sia niente da temere, si sbaglia di grosso “perché nel buio di un teatro non sai mai chi siede dietro di te”.

TEATRO - All'Eliseo di Roma torna il romanzo di Pirandello: "Uno, nessuno, centomila": le stranezze del Signor Moscarda.

Il Teatro Eliseo di Via Nazionale in Roma presenta "Uno, nessuno e centomila", tratto dal romanzo di Luigi Pirandello per l'Adattamento teatrale di Maria Teresa Berardelli con Francesco Sferrazza Papa, Melania Genna e Luca Terracciano, e per la regia di Andrea Baracco (in scena giovedì 15, venerdì 16, martedì 20 febbraio e venerdì 2 marzo ore 10.30, Giovedì 22 e giovedì 1 marzo ore 17, Mercoledì 21 e mercoledì 28 febbraio ore 20).
Pensato e in parte scritto già nel 1912, il romanzo Uno, nessuno e centomila è, secondo l’autore siciliano, da considerarsi “la sintesi completa di tutto ciò che ho fatto e la sorgente di quello che farò”.
Vitangelo Moscarda è un uomo comune, che conduce una vita agiata grazie alla banca ereditata dal padre, usuraio. Un giorno, la sua tranquillità viene turbata da un innocente commento pronunciato dalla moglie riguardo alle sue fattezze fisiche. Da quel momento, la vita del protagonista cambia completamente. Egli si rende conto di apparire, agli occhi degli altri, molto diverso da come si è sempre percepito; non sa più chi è, né per se stesso né per gli altri, e decide quindi di scoprirlo. Nel farlo, si diverte a scomporre le varie immagini di sé, cioè le immagini che gli altri hanno di lui, compiendo una serie di azioni che lo faranno apparire ai loro occhi pazzo. Sfratta una famiglia di affittuari per poi donare loro una casa; decide di volersi sbarazzare della banca ereditata dal padre; arriva ad essere violento nei confronti della moglie. Gli altri, e la moglie stessa, davanti alle sue azioni decidono di volerlo interdire. Gli resta fedele in un primo momento solo un’amica della moglie che, poco dopo però, spaventata dalle sue oscure e bizzarre riflessioni sulla vita, arriva addirittura a sparargli.
Vitangelo Moscarda, il cui "io" è alla fine completamente frantumato nei suoi centomila “io”, si trova d’un tratto, spogliato di tutto; solo, con le sue considerazioni sulla vita. Costretto a investire i soldi ricavati dalla liquidazione della banca in un ospizio per poveri, e costretto ad andare lì a viverci, egli si ritrova lontano da tutto e da tutti. Ricerca un po’ di pace nella fusione totalizzante, e quasi misticheggiante, con la natura; un mondo in cui egli prova ad abbandonare tutte le “maschere” che la società gli ha fino a quel momento imposto.

RUGBY - Six Nations, sabato ore 15.30 in chiaro su D-Max: Italia, trasferta proibitiva in Irlanda.

O'Shea contro il suo passato (sportivo): il cittì degli azzurri vola con la squadra nella sua Irlanda dove sabato (ore 15.15 diretta in chiaro su DMax) affronterà i suoi connazionali in un match chiuso per l'Italia. Il XV varato dal tecnico degli azzurri presenta tre cambi: in prima linea partiranno titolari il tallonatore Luca Bigi e il pilone sinistro Nicola Quaglio (alla quarta presenza, la prima dall'inizio), con Leonardo Ghiraldini e Andrea Lovotti in panchina. In terza linea Bram Steyn prende il posto di Renato Giammarioli. Terza ed ultima novità rispetto alla sfida con l'Inghilterra è proprio in panchina, dove come seconda linea Federico Ruzza prende il posto di George Biagi. "Quella di sabato per noi è una grande sfida", ha commentato O'Shea, "l’Irlanda può contare su una rosa di incredibile qualità e sappiamo che ci sarà da placcare per tutti gli ottanta minuti di gioco. Posso però garantirvi - ha continuato il tecnico degli azzurri - che l’Italia spenderà ogni singola goccia di energia sulla strada per continuare il proprio cammino. Abbiamo voluto mantenere la stessa linea dei trequarti per dare ai giocatori la possibilità di fare esperienza e imparare sul campo da ciò che non ha funzionato a Roma, mettendo al tempo stesso un po’ di freschezza tra gli avanti con Steyn, Bigi e Quaglio dal primo minuto. Minozzi ad estremo ha fatto cose egregie all’Olimpico e anche Allan all’apertura è stato eccellente nell’applicazione del piano. Ecco, proprio la competizione per la maglia numero dieci con Canna e McKinley è un aspetto estremamente positivo per la nostra squadra". E gli irlandesi? Rispetto alla sofferta vittoria di Parigi sulla Francia, partiranno titolari Jack Conan in terza linea, Devin Toner in seconda e Jack McGrath in prima mentre non ci sarà James Ryan, non al meglio dopo un colpo subito a Parigi. David Leamy prende invece il posto di Josh van der Flier (grave infortunio al ginocchio sabato scorso) con l'esordiente estremo Jordan Larmour che potrebbe entrare a partita in corso.

domenica 4 febbraio 2018

RUGBY - Six Nations, Italia-Inghilterra 15-46: Azzurri bravi per un'ora, poi è dominio inglese.

Sotto il sole romano e davanti ad oltre 60.000 spettatori (da far invidia al calcio), l'Italrugby si difende con onore contro i terribili inglesi (provenienti da 23 vittorie in 24 partite) per oltre un'ora prima di soccombere con un severo 15-46 nella giornata di esordio al Six Nations 2018. Il match si è presentato subito in salita per gli azzurri di O'Shea; dopo solo undici minuti l'Inghilterra va in meta due volte con l'ala Watson, capace prima di capitalizzare una veloce azione alla mano del suoi compagni e poi di schiacciare l'ovale sulla bandierina alla destra dell'attacco inglese. Al 19' ecco la fiammata azzurra con Benvenuti che sfrutta un passaggio a scavalcare dell'ottimo Allan e porta l'Italia sulla retta via. Ci pensa ancora Allan con un calcio magistrale ad accorciare: Inghilterra 10, Italia 7. Cinque minuti dopo risponde Farrell che infila un buco in difesa e poi trasforma la sua meta. Il turbinio di emozioni non è finito perchè sempre Allan, il migliore dei azzurri, centra di nuovo l'acca e permette all'Italia di chiudere il primo tempo sotto 17-10, ovvero di un solo break. Entra Quaglia nella ripresa e la pressione inglese è subito massiccia. Al 45' l'arbitro vede un avanti inglese e annulla la meta del 14; mischia per gli azuzrri ma Lomotti commette falo e per Farrell è uno scherzo realizzare la punizione del 20-10 inglese. La reazione azzurra è immediata: break di Parisse per Castello, l'ala azzurra tentenna invece di andare diritto verso la linea di meta, Allan prende l'ovale e manda in meta Boni ma il suo passaggio è un in avanti subito visto dall'arbitro che annulla. Da un possibile dimezzamento di distanza si passa invece alla freccia di distacco degli anglosassoni: touche Inghilterra, gli azzurri difendono male e Simmons ne approfitta per siglare la quarta meta (un punto di bonus) e Farrell non perdona. Ora 27-10 per gli inglesi.Ma oggi gli azzurri sono vivi, lucidi, coraggiosi. Passano cinque minuti e l'ala Bellini sigla, all'angolo sinistro dell'attacco azzurro, la seconda meta italiana, spettacolare per il calcetto di....che l'ha propiziata: Allan questa volta non centra i pali: Inghilterra 27 Italia 15.  Si combatte su ogni ovale ma la velocità dei sudditi di Sua Maestà è superiore tanto da mandar ein meta (la quinta) l'apertura Farrell che trasforma pure e regala il 34° punto alla sua squadra. L 'Italia sembra disunita, forse ha speso troppo per rimanere in scia degli inglesi, si allentano i placcaggi e la stanchezza si fa sentire: l'intercetto di Boni, che non riesce ad involarsi nell'area di meta avversaria dai 22 azzurri, è l'emblema della mancanza di birra da parte degli azzurri negli ultimi dieci minuti di gara. Tanto cvhe al 75' ancora Simmons ha la forza fisica di schiacciare in solitudine l'ovale in meta e Farrell, manco a dirlo, realizza. Passano due minuti e il neo entrato Nowell porta a 46 i punti inglesi firmando la settima meta a due per l'Inghilterra. E sabato prossimo, ore 14.30 (diretta in chiaro su D-Max), trasferta a Dublino per gli azzurri contro una Irlanda che ha espugnato la casa dei francesi. Altro match di grande sofferenza.

TENNIS - Coppa Davis, Giappone-Italia 1-3: Fognini, maratoneta discontinuo ma vincente.

L'Italia di Coppa Davis è nei quarti di finale per la quarta volta negli ultimi cinque anni; nel singolare di apertura della terza giornata dell'incontro con il Giappone, sul veloce indoor della Takaya Arena di Morioka Fabio Fognini ha regalato agli azzurri il punto della vittoria dopo altre quattro ore e passa di lotta contro il nipponico Sugita (lo score 3/6 6/1 3/6 7/6 7/5), ancora una volta rimontando lo svantaggio di due set ad uno. Il maratoneta Fognini (dodici ore in campo in tre giorni!) sapeva che anche questo match fosse difficile e lo si era intuito da subito. Solita partenza lenta del ligure col giapponese che faceva il break al secondo game, salendo 3-1; qui Fognini ha avuto una palla break per rientrare, due addirittura nel nono games, ma Sugita si è salvato portando a casa la prima frazione complice un rovescio in rete dell'italiano. Fognini però ha reagito, si è portato 3-0 con break, bissato poi sul 4-1, ed ha pareggiato il conto dei set con tre ace, ritrovando quel servizio che nel corso del match è andato a corrente alternata. Sulla slancia dell'entusiasmo Fognini ha tolto subito la battuta a Sugita in apertura di terza frazione: 2-0 e una palla del 3-1, ma come spesso gli accade, Fognini ha spento la luce consentendo all’avversario di recuperare sino a portarsi in svantaggio 4-2. Sussulto Fognini che recupera il break ma nell’interminabile ottavo gioco, dopo aver sciupato tre palle per il riaggancio sul 4-4, ha ceduto la battuta (complici anche tre brutti doppi falli) dopo un’accesa discussione con l’arbitro (i giudici di sedia a dire il vero in tutti e tre i giorni lo hanno un po' troppo sconfessato), permettendo a Sugita di finire 6/3 il set in suo favore. Il solito saliscendi di Fognini anche nella quarta frazione; avanti 2-0, break confermato 3-0, ma dopo non aver sfruttato altre tre opportunità per un 4-0 importante, ecco di nuovo i doppi falli a rimettere in partita il kamikaze giapponese che risaliva la china sino al break nel fatidico settimo gioco conquistando il quinto gioco di fila. Fognini però non ha mollato, ha rischiato di più coi colpi e, grazie ad una accelerazione lungolinea di diritto si è portato 5 pari e 6-5 con altri due ace. A due punti dal set, 0-30, Fognini ha subito la verve di Sugita che si è aggiudicato la possibilità di andare al tie-break. Qui, dal 2-0 Giappone, Fognini ha racimolato quattro punti di fila salendo 5-3. A questo punto però Sugita ha trovato coraggio e voglia di riscatto, andando addirittura sul matchpoint, annullato da Fognini che poi ha incredibilmente chiuso il tie-break 8-6 in suo favore. Si va al quinto in un turbinio di emozioni ma non di gran tennis. il ligure ha ceduto il servizio nel quarto game, trovandosi sotto 3-1. Sul 4-1 Sugita, l’azzurro ha chiesto un medical time out per un problema alla gamba sinistra (tattica?), con fasciatura sotto il ginocchio. La voglia di non mollare, oltre a un paio di regali del padrone di casa, hanno consentito al Fogna di recuperare il break di svantaggio issandosi addirittura 5-4 e servizio. Ma niente. Sugita non molla e si riprende il break. Al decimo gioco però il giapponese ha fatto hakiri con un doppio fallo e l'azzurro è andato di nuovo a servire per il match. Questa volta per fortuna, alla terza opportunità, il diritto del nipponico è andato oltre il rettangolo di gioco e Fognini ha potuto festeggiare la vittoria e il passaggio del turno. Ma che fatica e che discontinuità di gioco! Troveremo i francesi, testa di serie numero 1 del tabellone di Davis, e con loro la continuità diventa fondamentale perché concedono molto meno dei giapponesi.

sabato 3 febbraio 2018

INIZIATIVE - Sta spopolando la petizione online per dare più ore alla materia: La geografia non è una materia di serie B.

L’appello di insegnanti, studiosi ed esperti per riportare la geografia economica anche nei curricula dei licei. La richiesta? Che la geografia torni ad essere insegnata nei trienni degli istituti tecnici commerciali, e poi anche nei trienni dei licei, nella forma di geografia politica ed economica. «Non è possibile che i ragazzi di oggi non siano in grado di svolgere temi di geopolitica, che non capiscano le interconnessioni tra gli eventi del mondo, che non capiscano l’evoluzione economica dei Paesi». Oltre per il fatto che serve per conoscere l’orografia, le nazioni ed i loro confini, le capitali del mondo, eccetera, la geografia serve per leggere i paesaggi: «Vedere i negozi che chiudono ed i centri commerciali che aprono e che crescono a dismisura, le fabbriche abbandonate, i poveri nelle fermate delle metropolitane quando fa freddo: anche questa è geografia»; è una materia fondamentale per comprendere le ragioni ed i movimenti delle masse che migrano. O per tracciare le trasformazioni del territorio, definire i piani paesaggistici, aiutare a comprendere ed a prevenire i dissesti idrogeologici. Per capire e per intervenire non sono sufficienti Google Maps e gps. Possono servire ma non far conoscere. «Non danno i fondamenti disciplinari».