A Oltremare di Riccione
questo è un anno di nascite.
Dopo l’arrivo di due cicognini nella zona del Delta e di un capretto in
Fattoria, a Pianeta Mare dopo 9 mesi di gestazione, è nato un piccolo squalo della specie Scyliorhinus stellaris (più comunemente conosciuto come squalo gattopardo). Nelle
vasche ‘nursery’ poco distanti la Laguna dei delfini, sono state deposte
alcuni mesi fa delle uova dalla forma
particolare, conosciute come ‘borsellino della sirena’. Gli squali
gattopardo sono ovipari: curiosamente si riproducono attraverso uova che
vengono fissate su rocce o alghe. Altre specie di squalo vengono invece
chiamate ovovivipare e vivipare: nel primo caso la schiusa delle uova avviene
all'interno della femmina, mentre nel secondo caso i piccoli vengono dati alla
luce senza uova. Nel caso del piccolo Gattopardo di Oltremare, l'embrione è cresciuto per nove mesi nelle vasche
della baia degli squali in Pianeta Mare, l’area nursery, sotto la cura
quotidiana dello staff di acquaristi del parco. Alla schiusa il piccolo misurava già 10 centimetri ed era già pronto a cacciare. Il gattopardo è diffuso nel Mediterraneo
centro-occidentale (mar Egeo, mar Adriatico e dal Tirreno allo Stretto di
Gibilterra) nonché nelle acque costiere dell' oceano Atlantico orientale,
dalla Guinea fino al Mare del Nord sulle coste scandinave. Abita fondali rocciosi, foreste di alghe e zone coralline,
mantenendosi tra 2 e 125 metri di profondità. Il parco Oltremare di Riccione
ospita ben 20 esemplari di squalo Gattopardo. Anche quella del gattopardo, come quella di tanti altri
tipi di squalo del Mediterraneo (la verdesca,
il mako, lo squalo volpe, il gattuccio, il palombo, il notidano, lo squalo grigio) è a rischio estinzione. Solo
nel mar Mediterraneo dagli anni '50 ad oggi la presenza di squali,
soprattutto delle specie di dimensioni maggiori, ha subito un declino fino al
98%, documentato da diversi studi a livello internazionale. Tra i gruppi di
animali presenti sul nostro pianeta, gli squali sono uno di quelli che più sta
risentendo delle minacce antropiche e per il quale sono più urgenti
interventi di tutela e conservazione. Per questo nel polo
Adriatico di Costa Edutainment,
in particolare all'Acquario di
Cattolica e a Oltremare
di Riccione, sono in atto programmi di conservazione e sensibilizzazione
come ‘Salva una specie’: obiettivo è il mantenimento in ambiente controllato di
diverse specie di questi animali, i quali risultano essere un importante
campione per studi a livello scientifico. Per ulteriori informazioni: www.salvaunaspecie.it.
Non sono d'accordo con le tue opinioni, ma difenderò sempre il tuo diritto ad esprimerle (Voltaire-François Marie Arouet)
WRITING
A cura di ANDREA CURTI
lunedì 22 agosto 2016
domenica 21 agosto 2016
OLIMPIADI - Giornata conclusiva, argento dal volley e bronzo dalla lotta: Italia nona al mondo. Ma l'atletica azzurra non è competitiva...
Rio de Janeiro spegne il braciere, saluta le Olimpiadi 2016 e passa il testimone a Tokyo 2020, in attesa di sapere (a Lima, settembre 2017) se l'edizione 2024 sarà assegnata a Roma. E l'ultima giornata di gare ha riservato altre medaglie per l'Italia, argento dal volley e bronzo dalla lotta libera, ventotto in tutto, 8 ori, 12 argenti e 8 bronzi, il che permette agli azzurri di essere la nona nazione sportiva al mondo. Per l'Italvolley è stata una delle partite più importanti della sua storia. Ma la maledizione continua perché il Brasile vince (ma non stravince) 3-0 il che vuol dire che per la pallavolo italiana è il terzo argento olimpico dopo il 1996 e 2004. Senza oro. La cronaca. Primo set, tensione da entrambi i sestetti; i missili in battuta di Zaytsev portano gli azzurri sul 4-1 ma il Brasile con un ace di Lipe si porta 6 pari. Schiaccia in diagonale Juantorena, muro vincente di capitan Birarelli e contrattacco ancora de "El hombre" Jyantorena: 9-6 Italia. Poi 10-7, 11-8. I brasiliani si avvicinano 10-11 e il carioca Lucarelli riagguanta il 12 pari, poi sorpasso Brasile e time out richiesto del cittì Blengini. Break dei padroni di casa +4 con l'ace di Souza e errori in ricezione (16-12 e altro time out Blengini). Piccola reazione Italia, 14-16, ma il Brasile allunga 19-14. La carta Antonov giocata in battuta da Blengini porta gli azzurri a -2 (17-19) che diventa -1 (21-22) con l'errore di Wallace. Ma l'Italia subisce un parziale di 3-0 e i carioca hanno tre set point. Al primo Zaytsev sbaglia il servizio forzato e Brasile avanti 1 set a zero (25-22). Inizio di secondo set fotocopia del primo: Italia avanti 4-1 con un ace di Juantorena e pressione dei brasiliani che vanno a -1 (7-8) con un break di + 5. L'Italia però fa testa a testa coi carioca e se un discutibile challenge azzurro fosse accordato, potrebbe andare avanti 22-20. Invece si va sul 24-23, set point Brasile annullato da un palleggio inventato da Giannelli. L'inerzia del match pare possa girare e l'Italia ha due set point a favore grazie ad una diagonale di Juantorena e a una battuta errata del sudamericano Lucarelli. Ma prima il muro azzurro fuori e poi un muro di Wallace su Zaytsev vanificano i vantaggi. Anzi Giannelli sbaglia il servizio e il Brasile, con una battuta velenosa di Souza che induce all'errore la ricezione azzurra, si porta a casa il secondo set. Il terzo set vede i padroni di casa con più fiducia, forti del grande vantaggio accumulato. E il 26-24 sancisce il tribudio del Maracazinho, tra le lacrime inarrestabili di Juantorena: "Abbiamo perso l'occasione della vita, abbiamo voluto essere troppo perfetti e questo ci ha frenati".Non molla invece il martello Zaytsev: "E' diventata una maledizione sul serio ma so che ci proveremo sempre benché certe possibilità non capitano tante volte". Più flemmatico il cittì Blengini: "La delusione per non aver riaperto la partita è il sentimento più percettibile, però pensando al percorso di questi ragazzi non possono non venire i brividi, ragazzi eccezionali".
Intanto, nella lotta libera categoria 65 kg, il capitano dell'Esercito, l'italo cubano Frank Chamizo, ha portato quel bronzo (5-3 all'americano Molinaro) che mancava da 36 anni, Pollio oro a Mosca 1980. Grande delusione in semifinale quando Chamizo ha ceduto 7-4 all'azero Asgarov (oro a Londra) con un finale di gara contestato, con tanto di richiesta di prova televisiva da parte del team italiano non presa in considerazione (in precedenza Chamizo negli ottavi aveva battuto 3-1 l'armeno Safayran e nei quarti 4-3 il georgiano Iakobishvili ribaltando a fine match uno score di 0-3). "E' una grandissima medaglia ma sono deluso di me stesso, ho lavorato 4 anni per vincere l'oro e non ci sono riuscito. Ero troppo carico e con troppa tensione addosso".
Marco Aurelio Fontana nella mountain bike, dopo aver perso il sellino quando a Londra 2012 era in testa alla gara a poco dall'arrivo, è partito subito fortissimo, cercando di fare selezione immediata. E in un certo senso la sua tattica ha avuto un riscontro in quanto a mano a mano i migliori sono venuti fuori formando un sestetto in fuga con lo slovacco Sagan, Fontana e il favoritissimo svizzero Schurter. I primi due però hanno forato cosicchè a Schurter si attacca l'altro azzurro goriziano Luca Braidot che però cedeva il passo allo spagnolo Coloma (giunto terzo) e al ceco Kulhavy. Kulhavy e Schurter, oro e argento a Londra 2012, vanno presto in fuga mentre Braidot è a 35 secondi dal duo di testa e Fontana disperso nelle retrovie (finirà 20°). Lo svizzero però semina il panico e se ne va prendendo 15 secondi al campione olimpico in carica. Sarà l'ultimo saluto, oro allo svizzero e settimo un buon Braidot.
Tenero infine il pianto delle farfalle azzurre della ginnastica ritmica, beffate nell'ultima esibizione dalle colleghe bulgare per meno di due decimi di punto; sarebbe stato un bel bronzo, meritato. Peccato. Peccato per tutte le dieci medaglie di legno (quarti posti) prese dall'Italia a questi Giochi brasiliani. Peccato per una atletica azzurra completamente allo sbando che non prende neanche un bronzo, e non accadeva da Melbourne 1956. Peccato per un team di calcio che alle Olimpiadi non ci va quasi mai e quando ci va, pare fare un favore. Peccato per la Pellegrini, sempre più griffata che mai, pronta ad entrare nel mondo della moda. Se avesse fatto solo la nuotatrice forse la storia poteva essere diversa. Chissà.
sabato 20 agosto 2016
OLIMPIADI - La pallanuoto ci regala un bel bronzo ma tutti col fiato sospeso: Italvolley per la storia.
Il settimo bronzo e medaglia numero 26 alla causa della spedizione
azzurra alle Olimpiadi di Rio de Janeiro porta la firma del Settebello di
pallanuoto dopo una gara (12-10 lo score finale) in estremo equilibro ma sempre
in testa contro un coriaceo Montenegro. La squadra di Campagna infatti spinti
da Gallo e Nicholas Presciutti hanno chiuso 2-1 il primo quarto, poi si va
punto per punto sino alla sirena dell’intervallo (5-4 Italia). Nel terzo tempo
l’Italia tenta l’allungo portandosi + 2 ma i montenegrini non mollano, sono
sempre in agguato. Lo sprint azzurro (massimo vantaggio +3) nell’ultimo quarto
è lanciato dagli scatenati fratelli Presciutti ma gli avversari si portano ad
una sola lunghezza di distanza (10-11). Ci pensa così una prodezza del
centroboa Aicardi a mettere la medaglia di bronzo sul collo suo e dei suoi
compagni. “Per una squadra giovane e destinata a migliorarsi come la nostra è
un risultato strepitoso”, ha commentato coach Sandro Campagna, aggiungendo che “si
è fatto un torneo splendido, anche la partita al cardiopalma di oggi contro un
forte e mai dimesso Montenegro ha dimostrato come i ragazzi abbia avuto una
crescita esponenziale nel concetto di squadra”. L’attesa però cresce per la
finale di volley maschile contro il Brasile (ore 18.15 italiana); sono passati
dodici anni meno otto giorni da quel 29 agosto 2004 in cui l’Italia perse la
sue seconda finale olimpica sempre contro i brasiliani. Quella con Montali in
panca fu l’ultima finale a livello assoluto giocata dagli azzurri, preceduta dai
fasti dell’era Velasco. Ora il sestetto italiano cerca il primo oro olimpico
nella sua storia e lo fa contro il loro tabù, contro quel Brasile che gioca in
casa col favore dei pronostici (per i carioca è la quarta finale di fila!) e della
torcida dei 25.000 del Maracazinho, che faranno di certo un bel baccano. Però
le parole di capitan Birarelli sono esplicite: “E’ un grandissimo traguardo
essere arrivati sin qui ma non è il traguardo finale, c’è ancora una partita da
vincere e daremo di certo tutto per centrare l’oro”. Oro che, oltre ad essere
storico per il volley italiano, proietterebbe l’Italia nel medagliere dalla
decima piazza all’ottava mondiale. Un lustro nel lustro. L’Italia è con voi,
fateci divertire.
L’ultima giornata olimpica, con tanto di cerimonia di chiusura e
arrivederci a Tokyo 2020, oltre al volley, ci può riservare la sorpresa di
altre medaglie. Le ragazze della ginnastica ritmica sono in finale col quarto
punteggio, la Trost nell’alto e la 4x400 femminile potrebbero leggermente rendere
meno amaro il completo fallimento della nostra impotente atletica leggera, il
montain byker lombardo Marco Aurelio Fontana (campione del mondo 2012 e 2013 e
bronzo nel 2015) ha ambizioni da podio mentre ci sono molte attese per il
naturalizzato cubano e caporale dell’Esercito Frank Chamizo nella lotta libera,
addirittura si parla di gradino più alto del podio. Magari…
venerdì 19 agosto 2016
OLIMPIADI - Pazzesca Italvolley, Setterosa affondata ma d'argento.
Nono oro uguale nono posto in classifica nel testa a testa con Australia (avanti) e Olanda (in parità): questo
sancisce l’attuale posizione dell’Italia nel medagliere delle Olimpiadi di Rio
2016. Ma non si hanno più tante possibilità perché mancano due giorni alla chiusura
dei Giochi. Due finali su tre sono perdute benché trattasi di altrettanti prestigiosi
argenti (11 sinora totalizzati dalla spedizione italiana). Detto della storica
finale del beach, il Setterosa di pallanuoto femminile è stato seccamente sconfitto
dalle americane per 12-5. Le azzurre sono state in partita sino all’intervallo.
Nel primo quarto, al vantaggio yankee della Mathewson rispondeva prontamente
Federica Radicchi ma il pareggio era effimero perché le statunitensi si sono
portate sul 4-1. Piccolo scatto di italico orgoglio nel secondo quarto,
concluso 2-1 e svantaggio portato a meno 2. Il ritorno in vasca però è stato
devastante per le nostre giocatrici, costrette a far da comprimarie subendo un
altro 4-1 nel terzo e sbagliando pure un rigore. E’ quello forse il segno della
resa definitiva, ma una resa con le armi. “Questo argento vale più dell’oro”,
ha commentato il cittì Fabio Conti, “è un miracolo sportivo perché c’è la
consapevolezza di aver rilanciato definitivamente tutto il movimento. Ci
servirà capire quale sarà il prossimo passo da compiere”. E’ un po’ quello che
potrebbe passare nella mente di un altro commissario tecnico, quello della
pallavolo maschile, Blengini, che con calma e saggezza ha portato l’Italia a
giocarsi quel nono oro che manca tanto alla spedizione azzurra. Ma quello con
gli Stati Uniti è stata una semifinale pazzesca, emozionante per i nostri
azzurri passati dall’inferno al paradiso in poco tempo e conclusasi in un
vibrante tie-break. Inizio thrilling per l’Italia che va sotto 5-1 e un
macchinoso cambio palla e un contrattacco lento e prevedibile permette agli Usa
di volare 14-8, 19-15, 20-16, 21-17. Quando cioè si pensava che gli Stati Uniti
potessero portare a casa il set, ecco gli occhi di tigre, il fervore agonistico
animare lo spirito del sestetto azzurro. Quattro attacchi su sette portano la
firma di Juantorena, l’ace di Zaytsev è quello del meno uno (22-23) e il
pareggio del 23-23 è siglato da Lanza. Che viene murato subito dopo ed ecco il
primo set point Usa. Di nuovo parità con Zaytsev e miracolo di Lanza sul
secondo set point americano, bravo da terra a fare il racchettone e permettere
al martello di Zaytsev di sfondare. Complessivamente saranno cinque i set point
annullati agli americani e sul primo a disposizione, nato da un tocco maldestro
degli avversari non visto dall’arbitro ma dai giudici di linea, la ricezione di
Sender è difettosa e consegna un insperato 30-28. Il secondo set è a parti
invertite: break Italia importante 17-14 traslato sino al 21-18 e sapore in
bocca del 2-0 in termini di set. Invece nisba. Il primo tempo Usa riparte che è
una meraviglia, le murate, i pallonetti, le schiacciate e gli ace sul servizio di
Superman Anderson (specie sul set point Italia del 25-24) fanno la differenza:
28-26 Brasile e tutto da rifare per i ragazzi di Blengini. Che cedono di
schianto il terzo (25-9), probabilmente per aver pagato lo sforzo fisico dei
due set tiratissimi. Così si riparte alla caccia del quarto dove regna l’equilibrio
tra americani che sentono odore di finale e gli azzurri che non vogliono
mollare. Si arriva al break azzurro che rimette le carte in tavola: 25-22 e il
gioco continua. Thrilling e adrenalina pura sino alla fine, sino ad un
tie-break che decide se andare nel paradiso della finalissima o nel purgatorio
della finalina del bronzo. Calato Juantorena, entra in cattedra di nuovo
Zaytsev a muro e in battuta e ne scaturisce un 15-9 definitivo. Ora non ci
resta che attendere domenica dalle 18.15, sfida per l’oro (alla Russia o al
Brasile che hanno battagliato in piena notte italiana). Intanto la pallanuoto
maschile (ore 18) si gioca la medaglia di bronzo, la settima sarebbe per l’Italia,
contro il Montenegro. Dai ragazzi di Campagnia, che non sono i cugini, ci si
attende la 26ma medaglia, la settima di bronzo.
OLIMPIADI - Beach volley, finale persa dagli azzurri contro i brasiliani: Lupo e Nicolai, argento vivo con spettacolo.
E’ argento vivo, bellissimo e emozionante, un mezzo oro quello
proveniente dal beach volley; contro una torcida di 25.000 spettatori sulla spiaggia di Capocabana, vento,
pioggia e umidità, Daniele Lupo e Paolo Nicolai hanno lottato col cuore e con
la testa sino all’ultimo punto contro i favoritissimi brasiliani Schmidt e Alison
Ceruti (argento a Londra 2012 e campioni del mondo), dando tutto quello che
avevano, da esempio per quegli atleti, calciatori in testa, che guadagnano
mille volte tanto e si comportano da bambini e/o prime donne. Alla fine hanno
vinto i brasiliani, ok, ma gli azzurri hanno disputato un match incredibile,
mettendo più spesso alle corde gli avversari. I set sono stati un continuo
saliscendi di punteggio ed emozioni. Nel primo gli azzurri sono partiti forte (4-1
avanti), poi i brasiliani hanno riacciuffato i nostri con un muro di Alison su
Lupo e una piazzata vincente di Schmidt, prendendo il largo 14-11, 15-12,
14-17. Qui scatta di nuovo la reazione del duo italiano che con un break di 5
punti ad 1 si portano sul 19-18 in loro favore. Ha la palla del 20-19 Nicolai,
che sarebbe set point, ma la schiacciata dell’abruzzese è clamorosamente
sbagliata e ciò permette al muro del massiccio Alison di portare a casa il primo
set per 21-19. Il secondo ha rispecchiato l’andamento del primo. Italia avanti
2-0, poi break del Brasile che si porta 3-2, ancora Italia avanti 6-4 (break di
4-1) e vantaggio tenuto sino all’11-8. Poi Schmidt ha preso in mano la squadra
carioca mentre Alison continuava a sbagliare le schiacciate specie in diagonale
ed ha firmato il sorpasso del 15-14; altro muro di Alison su Lupo e 16-14 per i
brasiliani, bravi ad allungare a 18-15 con un fantastico contrattacco di
Schmidt dopo una sua difesa efficace. Ancora in cattedra Schmidt per il 19-15
Brasile, piccola reazione col cuore in mano degli azzurri ed è 17-19 ma è il
canto del cigno perché i brasiliani chiudono 21-17 complici i quattro tocchi di
Lupo. Oro, il sesto, per il Brasile dunque ma per Nicolai e Lupo e per il beach
volley italiano è un argento storico. E pensare che il double azzurro nel
girone eliminatorio aveva battuto solo i tunisini approdando ai ripescaggi dove
negli ottavi ha battuto nel derby gli altri italiani Carambula e Ranghieri, nei
quarti e nei semifinali le due coppie russe, ben più accreditate di Lupo e
Nicolai. A cui va comunque un grazie enorme per aver svegliato all’alba molti
appassionati di sport. Di sport vero.
Andrea Curti
giovedì 18 agosto 2016
OLIMPIADI - Semifinali pallanuoto uomini: "Cappotto" in partenza, addio Italia, Serbia in finale.
Ad infrangere i sogni azzurri di medaglia certa nella pallanuoto maschile
ci ha pensato una schiacciasassi Serbia (campione del mondo e d’Europa in
carica) che, in avvio di match, ha letteralmente annichilito il Settebello con
pressing alto e assai più determinazione e cattiveria agonistica dei nostri,
costretti ad indossare l’antipatico cappotto dello 0-6. Le reti di Gallo e
Velotto del 2-6 purtroppo non hanno sortito l’effetto di una clamorosa remontada
perché i serbi hanno mantenuta alta la concentrazione chiudendo avanti 7-2 il
terzo quarto e amministrando l’ultimo tempo in cui hanno lasciato l’iniziativa
all’Italia che è risalita sino all’8-10 per rendere meno amaro il passivo Oramai
era tardi. “Peccato perché abbiamo perso una grande opportunità”, ha commentato
coach Campagna, “prendendo gol non imprevisti e non seguendo in acqua il piano partita. Il loro vantaggio di sei
reti non rispecchia i valori in campo, siamo stati troppo timorosi e poco
spregiudicati e l’abbiamo regalata, benché il valore della Serbia sia
indiscutibile”. Poi il cittì ha chiuso: “La nostra Olimpiade non finisce qui,
dobbiamo giocare contro il Montenegro (battuto 12-8 dalla Croazia) per il
bronzo sabato (ore 18 italiane), altra squadra fisica, e spero che i ragazzi
abbiano imparato la lezione”. Mentre si attendono gli esiti delle altre squadre
azzurre impegnate (orari italiani: il duo in finale del beach Lupo-Nicolai alle
5 ore, la semifinale di volley maschile Italia-Usa alle ore 18 e la finale
della pallanuoto femminile Italia-Usa alle 20.30) una goccia di azzurro, ma
proprio una goccia, tinge il mare dell’atletica: nel santo in alto femminile
due italiane esordienti alle Olimpiadi si sono qualificate per la finale tra le
migliori 17 misure. Alessia Trost da Pordenone (classe 1993) è arrivata settima
nelle qualificazioni con 1,94 (un solo tentativo fallito a 1,89) mentre Desireè
Rosset da Udine (classe 1994) ha faticato parecchio più della sua connazionale,
superando 1,89 e 1,94 solo al terzo e ultimo tentativo (si è posizionata
quindicesima). Tra le due, forse la Trost tiene viva una speranziella di
medaglia.
mercoledì 17 agosto 2016
OLIMPIADI - Altre medaglie in vista da pallanuoto e beach volley: Argento sicuro...ma si punta all'oro!
Continua il magic moment delle squadre azzurre alle Olimpiadi di Rio de
Janeiro. Il Setterosa di pallanuoto ribatte la Russia dopo il girone
eliminatorio (10-5) e centra la finalissima per il titolo olimpico contro gli Usa
domani sera (200ma panchina per il cittì Fabio Conti), dodici anni dopo la
disgraziata finale di Atene 2004 quando le italiane persero ai rigori contro le
olandesi. Ma sarà un’altra battaglia. Questa semifinale è stato sofferta perché
le sovietiche tatticamente le hanno provate tutte per uscire dal guado azzurro
(doppio centroboa, maggior velocità nel tiro in porta, ecc.). Ma non c’è stato
nulla da fare. Il 12-9 inflitto alle ruvide ragazze russe è frutto di un
risultato in bilico sino a metà match; 2-0 Italia, poi 2 pari, 4-2 Italia, di
nuovo 4-4 e infine 6-4 sempre Italia. Che è diventato 8-4 con le russe
attonite, che hanno impiegato dodici minuti prima di segnare la quinta rete e
tentate una rimonta rintuzzata dal fantastico pallonetto della Tabani (9-5). Ma
la Ivanova e compagne comunque hanno lottato sino ad arrivare a due sole
lunghezze di distacco (7-9) ma il poker calato dalla Garibotti e il rigore
trasformato dalla Bianconi hanno portato l’ago della bilancia dalla parte delle
azzurre. Il citti’ Conti è giustamente euforico: “Eravamo venute qui in Brasile
per arrivare sino in fondo e ci siamo riuscite, la Russia ha mostrato tutto il
suo valore battendo la Spagna e mettendoci spesso in difficoltà. Le ragazze
però sono state eccezionali, abbiamo optato per una difesa accorta a discapito
di un attacco spregiudicato e questo ci ha premiato”. Intanto oggi alle 21.30 scende
in acqua il Settebello di Sandro Campagna che cerca il pass per la finale
contro i favoriti serbi, campioni mondiali, europei e olimpici in carica.
Impresa difficile ma tutto può succedere.
E’ storica anche la finale del duo Daniele Lupo (romano) e Paolo Nicolai
(Ortona, Abruzzo) nel beach volley; gli azzurri hanno demolito entrambe le
coppie russe e si giocano l’oro contro i favoritissimi brasiliani nella bolga
della Copacabana Arena. “Prima avremmo firmato per una medaglia, ora invece
giochiamo contro i più forti del mondo in casa loro e vogliamo vincere. Abbiamo
quasi realizzato il nostro sogno – chiude l’abruzzese – manca ancora un passo
per attivare in vetta” (match in programma alle 5 del mattino italiane di
venerdì in diretta). E sempre venerdì notte, alle 3.15 italiane, anche il
volley nostrano firmato Blengini si giocherà l’accesso alla finale olimpica per
la sesta volta consecutiva impattando in semifinale i forti americani, già però
regolati 3-0 nel girone eliminatorio. Nei quarti match in discesa per gli
azzurri; 3-0 (31-29, 25-19, 25-17) dopo
un primo set in cui il sestetto italiano ha sbagliato molto dando speranze agli
asiatici; a togliere le castagne dal fuoco il martello Zaytsev (miglior scorer
con 18 punti) che ha schiacciato sul muro iraniano il set point per gli
asiatici e ha aperto le danze dei set point Italia con una difesa eccezionale.
martedì 16 agosto 2016
OLIMPIADI - L'Italia, unica a piazzare le due squadre nelle semifinali di pallanuoto: Setterosa e Settebello, fino in fondo!
Se la sfortuna si è accanita con ginnasta Vanessa Ferrari che, come
quattro anni fa a Londra, perde il bronzo per meno di due decimi di punto, le
nostre nazionali sono corazzate inaffondabili. Ne abbiamo piazzate tre in
semifinali, considerando il duo Lupo-Nicolai del beach volley, mentre una si gioca
da favorita l’accesso alle semifinali. Ma andiamo per ordine. Intanto l’Italia
è l’unica nazione a queste olimpiadi brasiliane ad aver entrambe le squadre
nelle prime quattro della pallanuoto. Il Setterosa nei quarti ha battuto 7-4 una
Cina che è stata in partita sino alla fine del terzo quarto, quando i gol di
Garabotti e Di Mario hanno messo le giuste distanze tra i due team, spezzando
il pressing alto delle asiatiche. E domani alle 21.30 match per approdare alla
finalissima contro la forte Russia che ha eliminato la Spagna (l’altra semi
femminile è Usa-Ungheria), avvenimento che mancava da 12 anni. Anche la partita
del Settebello è stata simile a quella delle colleghe rosa; greci in partita
sono alla fine del terzo quarto quando un uno-due degli azzurri ha permesso
alla squadra italiana di prendere il largo nel quarto e chiudere in scioltezza
9-5, senza mai dar l’impressione di poter perdere. “Ma non abbiamo fatto ancora
nulla”, ha commentato coach Sandro Campagna, “ci sono ancora quattro giorni di
sofferenza di fronte a noi. Oggi è stata la partita perfetta come strategia tattica
ma contro la Serbia, campione olimpico, campione europeo, campione mondiale,
sarà dura”. Poi una considerazione: “Alle semifinali ci sono le stesse quattro
di Londra ma noi abbiamo sette giocatori nuovi”. Come a dire che il movimento
azzurro ha vinto comunque. Il volley maschile, invece, persa l’ultima e unica
partita del girone contro il Canada (a giochi già fatti, col primo posto in
tasca) per gli esperimenti di Blengini, ha subito i fischi dei brasiliani per la
paura che gli stessi avevano di dover spareggiare coi francesi campioni d’Europa
(paura poi passata e Brasile nei quarti). E’ l’Iran l’ostacolo non insormontabile per la
semifinale, alle ore 15 italiane.
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