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A cura di ANDREA CURTI

martedì 10 maggio 2016

TEATRO - All'Orologio di Roma dal 17 al 22 maggio prossimi: "T’amo ed è continuo schianto", le difficoltà di vivere a tutto tondo.

Al Teatro dell’Orologio di Roma, dal 17 al 22 maggio, debutto dello spettacolo T’amo ed è continuo schianto, di Rosalinda Conti per la regia di Matteo Ziglio, con Giordana Morandini e Stefano Patti. T’amo ed è continuo schianto è una storia d’amore. Come tutte le storie d’amore, si parla di sentimenti in senso generico e, nello specifico, si parla dell’amore di un ragazzo per una ragazza, dell’amore della stessa ragazza per lo stesso ragazzo, dell’amore per i pesci rossi, per i pensieri che aiutano ad addormentarsi, per gli universi paralleli, per le cose fatte bene. Però, T’amo ed è continuo schianto, parla anche di schianti. Schianti in senso metaforico, schianti in senso letterale. Inoltre, T’amo ed è continuo schianto, parla di precarietà. Precarietà in senso metaforico, precarietà in senso letterale. Infine, T’amo ed è continuo schianto, parla della difficoltà di vivere, in tutti i sensi. Altri argomenti affrontati: cosa voglio fare da grande, che aspetto ha una catastrofe, delfini che giocano a pallavolo, nomi insoliti per animali domestici, come far fuori un coniglio in 12 semplici mosse, cosa fare se vuoi le sigarette ma non hai voglia di uscire per andartele a comprare, rituali per propiziarsi il favore dei morti, come far colpo con una casa a Bali.

lunedì 9 maggio 2016

TENNIS - Internazonali d'Italia, prima giornata: Ecatombe azzurra, si salva solo Seppi.

Ecatombe azzurra nella prima giornata degli Internazionali d’Italia in corso al Foro Italico in Roma. Nel torneo maschile è approdato al secondo turno soltanto il 32enne altoatesino Seppi, al suo rientro nel circuito dopo l’operazione all’anca, e lo ha fatto nel migliore dei modi, soffrendo per due set (conclusi al tie-break) contro il canadese Pospisil che, come Seppi, preferisce le superfici veloci alla terra rossa. Ora per l’azzurro in tabellone c’è il francese Gasquet, numero 11 del mondo, un brutto cliente ma un po’ discontinuo, ed è proprio su questa discontinuità del transalpino che si concentrano le chances di Seppi di passare il turno. Ha deluso parecchio invece Fabio Fognini, n.1 d’Italia e 31 del mondo, che si è fatto prendere a pallate dallo spagnolo Garcia Lopez, apparso molto più solido del ligure nei momenti topici del match, ovvero in quei due set-point a favore di Fognini nel decimo gioco del secondo set. Complessivamente i giovani italiani hanno mostrato parecchio coraggio giocando a viso aperto ma uscendo sconfitti solo per inesperienza. Cecchinato, n.110 da Palermo, 23 anni, ha impegnato duramente il canadese Raonic, numero 10 del seeding, portandolo al terzo set e rimanendo in partita sino a metà della frazione finale. Tanti rimpianti anche per il torinese Sonego, n.333 della classifica mondiale, che per tre ore scarse ha tenuto botta al portoghese Sousa, di trecento posizioni avanti, non riuscendo a chiudere il match sul 5-4 in suo favore nella terza partita. Poca partita invece per l’altro siciliano Caruso n.251 seppellito dalla netta superiorità del n.20 aussie Kyrgios. E nel femminile cocente delusione da Sara Errani, numero 14 del tabellone, che ha perso un match incredibile con la qualificata inglese Watson, n.55, cedendo malamente la prima frazione, riprendendo la partita nella seconda prima di cedere di schianto nel terzo, complice – pare – una crisi di panico con ansia e problemi di respirazione. La Schiavone e la Knapp invece hanno provato a lottare ma con scarsi risultati, raccogliendo pochi giochi rispettivamente contro la Safarova (n.10 del torneo) e la non trascendentale Strycova, n.36. Oggi il programma prevede sul centrale come terzo incontro il match tra i 34enni Volandri e Ferrer (n.9) con lo spagnolo favorito sul livornese, sul Pietrangeli come quarto incontro il match tra l’altro iberico Bautista Agut (15) e il senese-romano Lorenzi, e sul campo 2, terzo match, la cugina della Pennetta Claudia Giovine sfida la più quotata yenkee Mchale. A proposito della Pennetta, dopo il match di Lorenzi sul Pietrangeli ci sarà il “tribute to Flavia”, festa molto glamour che ha annunciato il ritiro a fine anno dopo la vittoria inaspettata lo scorso settembre agli US Open di New York.

CINEMA - A Bari, dal 27 maggio al 3 giugno, l'ottava edizione: “Bif&st 8½”, dedicato a Gassman e Risi.

Il “Bif&st 8½”, ottava edizione del Bari International Film Festival - cui si aggiunge l’edizione pilota del 2009 - posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, promosso dalla Regione Puglia presieduta da Michele Emiliano, dall’Assessorato Industria Turistica e Culturale retto da Loredana Capone, prodotto dall’Apulia Film Commission presieduta da Maurizio Sciarra, si svolgerà dal 27 maggio al 3 giugno 2017 al Teatro Petruzzelli e in altre dieci sale di Bari con la direzione di Felice Laudadio e la presidenza onoraria di Ettore Scola. Tornerà il “Panorama internazionale” riservato a 12-14 film selezionati nella produzione mondiale più recente che si sommeranno agli 8 film delle Anteprime serali, sempre al Petruzzelli, e ai migliori film italiani dell’anno. A Vittorio Gassman e a Dino Risi, che ha diretto il grande attore più di qualunque altro regista, sarà dedicata la retrospettiva realizzata con la collaborazione del  Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale.

domenica 8 maggio 2016

TENNIS - Internazionali d'Italia al Foro Italico: Highlander Volandri! E oggi tocca ai big azzurri...

ROMA- Un dejavu di un altro torneo, quello di nove anni fa, sempre al Foro Italico, dove l’allora 25enne livornese Filippo Volandri, batté Gasquet, Berdich e Federer centrando una incredibile semifinale, storica per il tennis italiano. Oggi, alla 34° primavera, il toscano è risultato l’unico highlander azzurro ad uscire indenne dalla giungla delle qualificazioni, ed ha compiuto l’impresa da numero 222 del mondo. Quella di martedì contro lo spagnolo Ferrer, altro 34enne ma ancora nelle gambe tanto sprint e brillantezza, potrebbe comunque essere per Volandri la sua ultima apparizione al Foro Italico, almeno così si evince dalle sue dichiarazioni: “Se dovesse essere l’ultima stagione, sarebbe importante aver giocato ancora una volta su questi campi, e se non dovessi chiudere l’anno vicino ai 100, potrei decidere di chiudere la carriera, gli anni li sento tutti”. Intanto oggi ricco programma con i big azzurri in gara. Sul centrale dalle 12 il canadese Raonic, 10 del seeding, incontra il qualificato palermitano Cecchinato nel remake di Montecarlo vinto dal primo a fatica; a seguire la Schiavone tenterà di venire a capo di una mancina terribile come la Safavova (10 del tabellone femminile) e dopo sarà la volta di Fabio Fognini, il signor Pennetta con cui convolerà in giugno, atteso da un match non facile contro lo spagnolo Garcia Lopez, uno che gioca bene su tutte le superfici. Sul Grand Stand, dalle 11, dopo il derby francese Gasquet-Benneteau sarà la volta dell’altro siciliano di Avola Salvatore Caruso, anch’egli pre-qualificato, opposto all’emergente australiano Kyrgyos, a seguire Sara Errani non dovrebbe aver problemi con la qualificata britannica Watson. Sul Pietrangeli, il vecchio Centrale insomma, tanto per non perdere un po’ di sano romanticismo, la Knapp potrebbe battere la Strycova (secondo match) e a seguire torna in campo il bolzanino Seppi dopo l’operazione all’anca, contro il canadese Pospisil, uno che predilige le superfici veloci (come Seppi d’altronde). Il match del giorno da osservare è però Dolgopolov-Thiem, con il primo un po’ pazzarello capace cioè di battere chiunque se in giornata o di perdere con chiunque se apatico e svogliato, e il secondo in netta ascesa.

Calcio a 5 - Playoff: Luparense corsara a Pescara. E la Lazio crolla in A2...

Clamoroso l’epilogo di gara-3 dei quarti di finale dei playoff del campionato di Serie A di calcio a 5: al PalaRigopiano, finisce l’avventura dei campioni d’Italia del Pescara, battuti 4-3 in casa da uno straordinario Gruppo Fassina Luparense, che vince per la seconda volta in stagione in Abruzzo (lo aveva fatto anche nella regular season) e si guadagna la semifinale contro il Real Rieti (gara-1 giovedì 12 a San Martino, l’altra sfida è Asti-Acqua&Sapone Emmegross). La squadra di Colini non potrà quindi chiudere in maniera trionfale una stagione iniziata con la vittoria della Supercoppa e proseguita con quella della Coppa Italia e con il quarto posto in Uefa Futsal Cup. Si è giocato oggi anche il ritorno dei playout: cinque gol della Lollo Caffè Napoli alla Lazio, che retrocede in A2. Si salvano gli azzurri di Cipolla, che avevano vinto anche la gara di andata in casa.

sabato 7 maggio 2016

TENNIS - Internazionali d'Italia, i due tabelloni: Tutti in alto, Murray ringrazia. E la Williams resta favorita.

Da oggi i primi incontri dei tabelloni principali maschili e femminili si incroceranno con l’ultimo turno delle qualificazioni. Per il maschile c’è molto squilibrio tra parte alta e parte bassa del tabellone. In alto, se tutto dovesse andare secondo pronostico, ci sarebbero quarti di fuoco con lo scontro Djokovic-Nadal su tutti, il cui vincitore dovrebbe poi vedersela in semifinale contro lo svizzero Federer (che ha saltato Madrid e quindi non è in gran forma) e il simpatico nipponico Nishikori. Nella parte bassa così Murray parte con un piede già in finale, a meno che Wawrinka non riprenda lo smalto dei bei tempi (Tsonga e Berdych non sembrano all’altezza. Primi turni interessanti riguardano la sfida tra l’emergente tedesco Zverev e il telentuoso bulgaro Dimitrov (chi vince trova Federer, non una buona notizia per lo svizzero) e tra l’altro emergente austriaco Thiem e l’imprevedibile ucraino Dolgopolov. E gli azzurri? Ce ne sono sei in tabellone, di cui tre poco noti. I soliti noti invece sono i davismen Fognini, Seppi e Lorenzi; il primo, Fognini, n. 31 del mondo, rodato a dovere dopo l’infortunio, pare possa venir a capo di uno spagnolo atipico ma non per questo meno pericoloso come Garcia Lopez, n. 51; Seppi, n.41, ha pescato il canadese Pospisil, decisamente più a suo agio sul veloce rispetto alla terra (stesso discorso per Seppi). Al romano-senese Lorenzi, n. 54; il compito più ostico, l’altro iberico Bautista Agut, diciassettesimo giocatore al mondo. Gli azzurri meno noti ed usciti vincitori dalle pre-qualificazioni hanno i nomi e i volti di Salvatore Caruso, n.250, del numero 118 Marco Cecchinato e del ventenne torinese Lorenzo Sonego, n.333. I primi due sono coetanei (23 anni) e conterranei, siciliani (di Avola, Siracusa, Caruso, di Palermo Cecchinato) ed impatteranno rispettivamente contro l’aussie Kyrgios (n.21), il canadese Raonic, decimo giocatore al mondo e suo sparring partner a Montecarlo, e il portoghese Sousa, n.35 delle classifiche mondiali. In campo femminile, Serenona Williams è pronta a ripartire da Roma e quando c’è lei è facile pronosticarle un successo, benché la Halep, la Radwanska e compagnia bella sono piuttosto agguerrite. Le nostre ragazze, cinque in tutto quindi pattuglia azzurra di 11 elementi), cercheranno gloria e notorietà. Alla tennista più conosciuta, Francesca Schiavone, vincitrice del Roland Garros 2010, è andata maluccio dovendo la milanese incrociare la racchetta con la ceca Safarova, che ci vede benissimo se è vero come è vero che è una top-ten. Alla tennista più alta in classifica, la tarantina Roberta Vinci , 8 del mondo, è capitata al secondo turno un astro nascente del firmamento internazionale, l’inglese Konta, n.22;. Sara Errani invece attende una qualificata così come la brindisina Claudia Giovine, cugina di Flavia Pennetta e miracolosamente passate indenne dalla giungla delle pre-qualificazioni. Ultima in elenco è l’altoatesina Knapp che ha un turno non proibitivo contro la ceca Strycova. Buon tennis a tutti.

TENNIS - Internazionali d'Italia, qualificazioni al Foro Italico: Aspettando Donati e Volandri...

Solo due azzurri su undici sono usciti indenni dal primo turno delle qualificazioni, e si tratta di giocatori molto simili tra loro a tal punto da pensare che il più giovane, Matteo Donati da Alessandria, si stia “volandrizzando”, tanto somiglia (persino nelle movenze) all’esperto livornese Filippo Volandri. Donati, 21 anni e numero 241 della classifica ATP per motivi fisici (suo best ranking n. 159 lo scorso luglio), è entrato in tabellone per il forfait del tedesco Becker (di Boris “Bum Bum” ha solo il cognome) e, come lo scorso anno sempre a Roma, si è trovato di fronte sempre il colombiano Giraldo, una vecchia volpe del circuito, uno che durante il match è passato dal dare l’impressione di mollare con la testa con gesti inconsulti (racchette gettate con violenza, dritti buttati via, ecc.) al sembrare un giocatore solido, troppo solido e scaltro per il ragazzetto piemontese.  Invece al tie-break del terzo Donati è schizzato via 4-2 ed ha mostrato una maggior voglia di vincere rispetto al suo avversario. E oggi è un altro giorno, anzi un altro competitor, l’ostico francese Robert, numero 103 dell’ATP, primo match in programma alle 12 sul Grand Stand. Avversario duro ma non impossibile. Ne sa qualcosa lo stesso Volandri, ora numero 222 ma 25 nel luglio 2007, pronto domani a soffiare sulla sua trentaquattresima candelina, che ha battuto proprio Robert tre settimane fa sul rosso di Torino; per entrare nel main draw, come dicono gli esperti (volgarmente, il tabellone principale) il livornese dovrà sconfiggere l’evergreen ceco Stepanek, 37 anni e non sentirli (speriamo di sì…), secondo match in programma sul Centrale. Quello stesso centrale che nel 2007 vide lo stesso “Filo” cavalcare trionfalmente sino alla semifinale, battendo Gasquet e demolendo Federer e Berdych prima di arrendersi a “Mano de petra” Gonzalez. Volandri diventò così il quarto tennista italiano della storia a sconfiggere un number one ATP e, relativamente a Roma, il primo italiano dopo 29 anni a giungere almeno in semifinale (prima di lui Adriano Panatta nel 1978). Siamo rimasti lì. Sognare non costa nulla.

venerdì 6 maggio 2016

LIBRI - Al Piccolo Eliseo di Roma lunedì 16 presentazione della quinta opera firmata Sardiello: "Il punto che non conosco", tra melò e fantapolitica.

Lunedì 16 maggio, al Piccolo Eliseo di Roma (Via Nazionale) ore 18.30, Emilio Solfrizzi e Carlo D'Amicis presentano il romanzo di Luigi Sardiello Il punto che non conosco, tra melò e fantapolitica. Tre romanzi in uno. Tre diversi momenti storici. Due continenti. Il punto che non conosco è una storia privata che si intreccia con la Storia del nostro paese. Una storia d’amore lunga trent’anni, dal 1993 al 2023, struggente e appassionata come un tango danzato sul ring della vita. Una storia in bilico tra l’Italia e l’Argentina, narrata attraverso tre generi letterari diversi: melò, realismo magico e fantapolitica. Apparentemente indipendenti e scritte in tempi storici diversi, le tre storie che compongono il romanzo sono in realtà collegate l’una all’altra da un protagonista, da una ricerca, da una storia d’amore. È la storia di Valter, Don Chisciotte silenzioso e caparbio dei giorni nostri, un uomo che è facilissimo ferire, quasi impossibile fare arrendere. Valter non ha talento per la vita, inadatto com’è ai rapporti familiari, sentimentali, aziendali, sociali. È un anonimo impiegato della più grande azienda pubblicitaria italiana.
Il punto che non conosco è il quinto libro di Luigi Sardiello, direttore della rivista di cinema Filmaker’s magazine e docente di scrittura creativa presso l’Università La Sapienza di Roma, noto al grande pubblico per aver scritto e diretto i film Piede di Dio (con Emilio Solfrizzi, 2009) e Il pasticciere (con Antonio Catania ed Ennio Fantastichini, 2013), vincitori di numerosi premi e distribuiti in molti paesi. Ha pubblicato La sfrontatezza del cuore (Ibiskos, 1989), vincitore del Premio Gronchi 1990, Pentalogia semplice (Salerno editore, 1995), Dieci meno con Francesco Ventura, Licosia, 2015) e il manuale Scrivere per comunicare (con autori vari, Bompiani, 1997).

giovedì 5 maggio 2016

Calcio a 5 - Playoff scudetto, giornata storica per il club laziale: bomber Zanchetta porta Rieti in semifinale.

E’ un giorno storico per il Real Rieti: il club amarantoceleste raggiunge per la prima volta le semifinali dei playoff scudetto del campionato di Serie A di calcio a 5. Basta il 5-5 contro il Montesilvano, arrivato all’ultimo secondo grazie al gol di Zanchetta, che ha evitato gara-3. Rieti seconda semifinalista dopo la vittoria di ieri dell’Acqua&Sapone Emmegross sul Kaos Futsal; per conoscere le altre due bisognerà invece attendere ancora due giorni. Oggi alle 20.45 (RaiSport 1) gara-3 tra Asti e Carlisport Cogianco, mentre domani, sabato (ore 20.45, RaiSport 2), toccherà nuovamente a Pescara e Gruppo Fassina Luparense. Gli abruzzesi, grazie al 6-1 del PalaRigopiano, annullano la sconfitta di gara-1 e si potranno giocare l’accesso alla semifinale nella “bella” in programma ancora a Pescara.

TEATRO - Al Piccolo Eliseo di Roma, dal 18 al 29 maggio per la regia di Binasco: Ecco John e Joe, clochard-clown della tradizione.

Essere primi o ultimi, nella società, è un fatto di predestinazione. John e Joe al Piccolo Eliseo di Via Nazionale in Roma (dal 18 al 29 maggio prossimi) è una specie di duetto, poetico e struggente. E comico, molto comico. È lirico, come le anime dei suoi personaggi, e clownesco, come sa esserlo il mondo, sedotto dagli affari. Con tenerezza, la penna intelligentissima di Agota Kristof ritrae i suoi clochard smontando nella loro metafora la serietà delleconomia mondiale. Una sorridente storia di crudeltà insensate, capitali e rovine, che prende sostanza nellaffiatamento ventennale tra la regia di Valerio Binasco e le interpretazioni di Nicola Pannelli e Sergio Romano. Sono loro a impersonare la favola del denaro secondo due stralunati nullatenenti, i soli ad averla compresa. Spiega il regista: “John e Joe è un testo molto poetico e struggente. Anche se è difficile non definirlo, allo stesso modo, un testo comico. Molto comico. È una specie di duetto lirico e clownesco (lirismo attribuibile solo all'anima dei personaggi e non alla scrittura) ed è, pur nel pieno realismo delle varie situazioni, da considerarsi quasi un testo metaforico sul denaro, la povertà, l'amicizia e la solitudine, e sul fatto che essere primi o ultimi nella società, sembra che sia solo un problema di predestinazione. I personaggi di questa commedia sono anime. Le anime degli ultimi, per l'appunto. C'è tanta bellezza e dolcezza in loro ed è per questo che il mio progetto teatrale, è più che mai orientato alla semplicità della messa in scena. Quando una scrittura è davvero grande (e Agota Kristof è di certo una grande della scrittura) l'unico lavoro importante che bisogna fare è creare "l'incanto" insieme agli attori. Mi pare una splendida opera teatrale questa che cerca di coniugare la metafora della "vita negli affari", con i clochard-clown della tradizione, e con l'incanto delle anime semplici. Questa sintesi di poesia e dintelligenza è spesso alla base del grande teatro contemporaneo, ed è una fantastica occasione per ridare un senso profondo al lavoro degli attori e alla gioia che tale senso profondo può regalare al pubblico".