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A cura di ANDREA CURTI

mercoledì 20 aprile 2016

CULTURA - Nell'ambito del progetto Montefeltro Vedute Rinascimentale: Alla ricerca dei paesaggi di Della Francesca e Leonardo (senza i geografi...)

Si è tenuta a Palazzo Lenzi presso la sede de l’Institut Francais di Firenze, la Conferenza dal titolo “Alla ricerca dei paesaggi di Piero Della Francesca e di Leonardo Da Vinci”, organizzata da Isabelle Mallez, Direttrice dell’Istituto di Cultura francese e Console Onorario a Firenze. Durante il Convegno i relatori e il numeroso pubblico presente sono rimasti colpiti dalle scoperte delle “due cacciatrici di paesaggi” - Rosetta Borchia e Olivia Nesci - secondo le quali i grandi pittori del Rinascimento italiano hanno ritratto, nei loro celebri dipinti, paesaggi del Montefeltro e della Valmarecchia. La grande valenza scientifica su cui si basa la ricerca ha avuto riscontro immediato negli scorci alle spalle del celebre dipinto di Leonardo Da Vinci, “La Gioconda”, riguardanti paesaggi esistenti e localizzabili geograficamente nel Montefeltro, tra Romagna, Marche e Toscana. Una scoperta sensazionale che per le “due cacciatrici di paesaggi” risale al 2008 quando, grazie alla tecnologia informatica, il territorio viene rilevato e analizzato anche tramite l’utilizzo di droni i quali hanno effettuare voli ad alta quota al fine di osservare con lo stesso “punto di vista” dei grandi pittori.
I “paesaggi dipinti” e l’intero progetto Montefeltro Vedute Rinascimentale, al centro dunque di un importante appuntamento che ha visto in qualità di relatori Neville Rowley, grande esperto di Piero della Francesca, docente all’Ecole du Louvre di Parigi, e Conservateur pour l'art italien des XIVe-XVe siècles al Gemäldegalerie e al Bode-Museum di Berlino, Paolo Fabbri, semiologo riminese di fama internazionale, docente presso lo IULM di Milano e la LUISS di Roma, Maria Cristina Turchi, responsabile della promozione culturale all'estero della Regione Emilia Romagna, Rosetta Borchia, naturalista e artista e Olivia Nesci, Docente di Geomorfologia presso l’Università di Urbino. Purtroppo, come sempre accade in Italia, la figura professionale del geografo, ovvero di colui che si occupa nello specifico del rapporto uomo-territorio-paesaggio, non viene mai presa in considerazione e anche questo eccellente parterre de roi ha accusato la grave mancanza del punto di osservazione geografico, sacrosanto quando si tratta di argomenti propri della disciplina.
Montefeltro Vedute Rinascimentali è a tutti gli effetti un progetto di grande interesse storico e culturale, in grado di attirare l’attenzione e l’interesse di studiosi, ricercatori ed esperti d’arte, presentato in questi anni con successo in diversi contesti istituzionali e culturali in Italia e all’estero (Amsterdam, Londra, Sofia, Lione, Manama, Helsinki, Cracovia, Beirut), e con una forte valenza turistica per l’intero territorio.
Nel mese di giugno riprenderanno le visite guidate con attore che impersona Piero della Francesca, luoghi nei quali l’artista si è innamorato dei Paesaggi e li ha ritratti nei suoi capolavori. Quest’anno saranno inaugurate le visite guidate anche sui vista points della Gioconda, e anche in questo caso non mancheranno sorprese, come “l’intervista impossibile a Pacifica Brandani, in arte: La Gioconda”. Il Progetto, grazie anche al supporto della Regione Emilia-Romagna e della Regione Marche, ha sviluppato una nuova forma di turismo culturale. Attraverso la creazione di percorsi artistici e paesaggistici, uno staff di esperti e guide preparate ad hoc, accompagna i viaggiatori all’interno di questo incredibile “museo a cielo aperto” delle celebri opere d’arte, esposte in musei nazionali e internazionali, creando un format assolutamente innovativo per una lettura integrata del territorio.

martedì 19 aprile 2016

TEATRO - All'Eliseo idi Roma n scena da martedì 26 aprile a domenica 15 maggio: "Arancia Meccanica" the original.

Al Teatro Eliseo di Via Nazionale in Roma, da martedì 26 aprile a domenica 15 maggio, va in scena "Arancia Meccanica": non si tratta di un adattamento qualsiasi del romanzo (titolo originale A Clockwork Orange/Un’arancia a orologeria) consegnato alle stampe nel 1962 o del celebre film che nel ’71 ne ricavò Stanley Kubrick, ma del vero e proprio testo teatrale che, a partire dal suo libro, Burgess scrisse nel ’90 per la Royal Shakespeare Company. Fugando paragoni improponibili, Gabriele Russo si allontana dalle suggestioni kubrickiane, consegnate alla notorietà universale ed alla storia del cinema, per “ritrovare intatta – sottolinea il regista - quella necessità di Burgess nel proporre argomenti dai toni forti, capaci di scuotere le coscienze e suscitare domande legittime sulle possibilità di reagire, nel nostro tempo, alla violenza, gratuita o scientemente programmata”.
Recenti fatti di cronaca, nera ed italiana, collegano immediatamente i protagonisti dell’opera al nostro presente, suscitando emozioni e reazioni contrastanti. A distanza di oltre cinquant'anni dalla sua stesura, ci si rende conto di quanto l’autore avesse saputo guardare oltre il suo tempo presagendo, attraverso la storia violenta di Alex (Daniele Russo) e dei suoi amici Drughi (Sebastiano Gavasso e Alessio Piazza) una società sempre più incline al controllo delle coscienze e all'indottrinamento verso un "pensiero unico”: crudele epilogo cui viene destinato il protagonista, sottoposto alla castrazione chimica ed al condizionamento psicologico.
Nella prima parte l’azione, ambientata in un futuro non lontano e in una qualsiasi possibile grande città, descrive i crimini di Alex e della sua banda di giovani teppisti. Nella seconda parte lo spietato e incosciente protagonista, condannato a 14 anni per omicidio, accetta di sottoporsi a un esperimento di pseudo riabilitazione in base al quale gli vengono instillate reazioni di insormontabile disgusto fisico ogniqualvolta sorgano in lui stimoli di violenza o anche solo di libidini, annullando completamente il suo libero arbitrio. “A proposito di Alex – aggiunge Gabriele Russo – Burgess stesso lo definiva malvagio, a un livello forse inconcepibile sottolineando il fatto che azioni come le sue, in una società organizzata in modo corretto, dovessero essere punite, ma, allo stesso tempo, indicava la cattiveria quale componente umana, potenzialmente presente in ciascuno di noi e, dunque, invitava a riflettere con attenzione sulle modalità e sugli esiti di dette punizioni”.
Nello spettacolo, come nel libro e nel film, Alex viene trasformato “meccanicamente” da individuo asociale e pericoloso in un automa che vomita al solo comparire di un pensiero scorretto. “La violenza delle sequenze del racconto – aggiunge Gabriele Russo – però qui si stempera nei segni, e la narrazione si completa nelle immagini e nei suoni, rendendo le affascinanti scene/installazioni di Roberto Crea e le musiche originali di Morgan, nella sua straordinaria rilettura in rock di Beethoven, parte significativa dell’azione scenica”.
In scena, a ricoprire i molteplici ruoli del testo, una compagnia di sette bravissimi attori di diverse generazioni: Daniele Russo, Sebastiano Gavasso, Alessio Piazza, Alfredo Angelici, Martina Galletta, Paola Sambo, Bruno Tramice. Le scene sono di Roberto Crea, le musiche originali di Morgan, i costumi di Chiara Aversano, il disegno luci di Salvatore Palladino, la regia di Gabriele Russo.

lunedì 18 aprile 2016

TENNIS - Italia femminile in serie B dopo 18 anni: Niente drammi ma dietro c'è il vuoto...

Niente miracoli in Spagna: l'Italia femminile retrocede dal World Group della Fed Cup (dove giocano le migliori otto nazioni) e forse pone la parola fine ad un ciclo fantastico di quattro storiche vittorie in dieci anni, oltre ai successi personali di Schiavone (Roland Garros), Pennetta (Us Open), Vinci (top ten e n.1 al mondo di doppio) e Errani (finalista al Roland Garros e n.1 al mondo di doppio). Di tutte quante, l'anno prossimo, ne rimarrà solo una, la Errani appunto, con tutti i suoi limiti tecnici, non certo caratteriali, con la Giorgi che si è tirata fuori dal gruppo azzurro non si sa per quale motivo (si parla di pochi rapporti amichevoli con le altre tenniste italiane) e una Knapp sempre (poveretta) incerottata. Tempi duri insomma si prospettano all'orizzonte, il ricambio generazionale pare non sorridere alle racchette rosa di casa nostra, e la caduta in Serie B ne è fors euna cartina tornasole.

Calcio a 5 - SerieA, ultima di regular season: Latina fuori dai playoff, Lazio e Napoli si giocano la permanenza in A.

E’ il Gruppo Fassina Luparense l’ultima squadra a brindare alla qualificazione ai playoff scudetto del campionato di Serie A di calcio a 5: alla squadra di Fuentes sarebbe bastato anche un pareggio, invece è arrivata una vittoria, 4-2 in casa dell’Acqua&Sapone Emmegross. Abruzzesi scavalcati al quarto posto anche dal Kaos Futsal che, con l’incredibile 10-0 sul campo della Lazio, si garantisce il vantaggio del campo nei quarti di finale. Nulla da fare per l’Axed Group Latina, che con il 3-3 contro il Montesilvano resta fuori dalla griglia playoff. Il Real Rieti, infine, rovina la festa salvezza del Corigliano, battuto 7-3 in casa ma comunque sicuro di restare in Serie A. Carlisport Cogianco-Asti, Gruppo Fassina Luparense-Pescara, Montesilvano-Real Rieti e Acqua&Sapone Emmegross-Kaos Futsal gli accoppiamenti dei quarti al via venerdì 29 e sabato 30 aprile. Lollo Caffè Napoli-Lazio è lo spareggio per restare in Serie A.

giovedì 14 aprile 2016

TENNIS - Fed Cup, a Lleda lo spareggio per non retrocedere con la Spagna: Italia,ci vuole un mezzo miracolo...

Sabato a Lleda in Catalogna, Spagna, parte la sfida di Fed Cup tra le ragazze iberiche e le ragazze italiane, valida per la permanenza nel World Group, la Serie A mondiale. E’ quello delle azzurre un compito davvero difficile, vuoi per il valore delle avversarie (Muguruza n.4 del mondo e la Suarez Navarro 11) vuoi per le polemiche che hanno accompagnato la trasferta delle italiane per il caso Giorgi (rifiuto di partecipare) e per la (chissà, forse) tregua “armata” tra le litiganti Roberta Vinci (n.8 del mondo) e Sara Errani (20), fino all’anno scorso il doppio più vincente del tennis italiano di tutti i tempi. Capitan Barazzutti confida in loro per venire a capo di una difficile situazione tecnica che vede in squadra l’assenza ingiustificata della rampante (ma sinora incompiuta) Camila Giorgi, ancora la Schiavone e la Knapp, il cui scopo è quello di finire l’anno senza infortuni, visto che è reduce dalla terza operazione al ginocchio, lei che a 28 anni sembra già una veterana.
Le statistiche dicono che nell'ultimo decennio l'Italia ha conquistato quattro Fed Cup (2006, 2009, 2010 e 2013) e giocato un'altra finale (2007), e che per la terza volta il team azzurro è costretto allo spareggio per non retrocedere: è già accaduto, con esito positivo, nel 2008 e nel 2015, contro Ucraina e Stati Uniti (orfani delle Williams).
Supertennis TV darà in diretta le partite a partire dalle 12.30 di sabato e dalle 12 di domenica.

mercoledì 13 aprile 2016

TEATRO - All'Orologio di Roma, da domani al 17 aprile: "Carne", l'eterna lotta favorevoli-contrari.

Elvira Frosini e Daniele Timpano presentano in anteprima nazionale, lo spettacolo “Carne”, scritto da Fabio Massimo Franceschelli appositamente per la compagnia, in scena al Teatro dell’Orologio in Roma da domani 14 al 17 aprile prossimi (prezzi: intero 15 euro, ridotto 12).
In una tranquilla quotidianità casalinga - una situazione potenzialmente da sit-com - due coniugi, Lei e Lui, discutono e litigano sulla carne, partendo dalla questione animalista per esplorare territori limitrofi ma meno battuti, la sacralità della carne come forma inalienabile dell'esistenza, i limiti etici della mercificazione della carne, la morte che trasforma la carne in oggetto, lo sfruttamento della carne come base di tutte le forme di sfruttamento apparse nella storia. Lei è vegetariana, o forse vegana, vagamente antispecista. Lui è un inguaribile carnivoro e accetta la "dialettica del sangue" come principio esistenziale. Comici dialoghi si alternano a buffi monologhi e a tipici screzi coniugali; si sorride con leggerezza e nel ridere riflettiamo, ci mettiamo in discussione, ridefiniamo le nostre certezze, e non potrebbe essere altrimenti perché siamo fatti di carne e "la carne nasce, la carne cresce, la carne marcisce".

TEATRO - Al piccolo Eliseo di Roma, mercoledì 20 aprile, il racconto pop di Piroso: “Molto rumore per Shakespeare”, 400 anni di mistero.

“Un gran numero di persone prova lo straordinario bisogno, apparentemente insaziabile, di pensare che le opere teatrali di William Shakespeare siano stata scritte da qualcuno che non era William Shakespeare” (Il mondo è un teatro, Bill Bryson).
“Molto rumore per Shakespeare” è il racconto pop di Antonello Piroso, giornalista appassionato di biografie di grandi personaggi storici e culturali che, scandagliando le innumerevoli fonti, ricostruisce la vita del maggiore drammaturgo anglosassone in occasione dei quattrocento anni dalla sua morte, sabato 23 aprile. Lo show è previsto per mercoledì 20 aprile al Piccolo Eliseo di Via Nazionale in Roma, a partire dalle ore 19 (prezzi: 8 e 10 euro).
Piroso si interroga sui lati oscuri della biografia del Bardo, sui molti misteri che riguardano la sua persona ma anche la paternità stessa delle sue opere, ciclicamente messa in discussione e contestata.
Shakespeare nacque a Stratford-Upon-Avon nel 1564 e vi morì cinquantadue anni dopo nel 1616. Ma è solo nel 1623, sette anni dopo la sua morte, che il corpo principale delle sue opere (esclusi sonetti e poesie) viene pubblicato. Trentasei tra commedie, drammi storici e tragedie scritte e rappresentate a Londra al ritmo di due l'anno tra il 1592 e il 1610; una produzione copiosa tenendo conto anche dello stop alle pubbliche rappresentazioni per via della peste tra il 1592 e il 1594.
E tuttavia quando colui che è considerato il più eminente drammaturgo della cultura occidentale muore, la sua scomparsa avviene in modo anonimo, sotto silenzio. E ancora oggi è un mistero irrisolto.

martedì 12 aprile 2016

TEATRO - Al Tordinona di Roma lo show di Marco Guadagno: "Dodici", turbinio di emozioni amorose.

"Dodici" è il nuovo spettacolo teatrale scritto e diretto da Marco Guadagno, in cartellone al Teatro Tordinona in Roma (Via degli Acquasparta, 16) da mercoledì 20 a domenica 24 aprile 2016. Le scene sono firmate da Oreste Baldini e le musiche sono di Stefano Mainetti.
In un luogo anonimo, composto solo di fragili fondamenta: lui, lei. l’altra. Un uomo ambiguo (Antonio Conte) e due donne (Alice Pagotto e Giulia Santilli) che sono l’una l’opposto dell’altra - l’angelo e il diavolo, l’ingenua e la seduttrice - sembrano contenderselo. Chi sono? E soprattutto dove si trovano? Due forze antagoniste o forse semplicemente i due aspetti del femminile, le due facce di una stessa donna? I personaggi in scena si evolvono, si scambiano di ruolo ed entrano in conflitto fra loro per provare ad esplorare tutta la gamma delle emozioni che ruotano intorno all’amore.
Al centro dello spettacolo ancora una volta il sentimento più importante, quello che accentra tutti i nostri sforzi e desideri, e meno si comprende.
C’è un punto di partenza e una base interiore in ognuno di noi da cui si sviluppano tutte le nostre emozioni, quelle forti, deboli, insane e contrapposte, il nostro originario materiale vitale. Cercare di raggiungere quel luogo oscuro, invece di continuare a governarlo e soffocarlo è tanto difficile quanto liberatorio.

giovedì 7 aprile 2016

TEATRO - All'Orologio di Roma dal 12 al 17 aprile: "Il dono", omaggio a Wallace.

Dopo il debutto in prima assoluta nell’ambito del E45 Napoli Fringe Festival 2015 presso Castel Sant’Elmo a Napoli, la compagnia BluTeatro, in coproduzione con Fondazione Campania dei Festival, arriva al Teatro dell’Orologio di Roma (dal 12 al 17 aprile pv) con lo spettacolo Il dono, liberamente tratto dal libro Brevi interviste con uomini schifosi di David Foster Wallace, autore cult della letteratura americana contemporanea, sulla cui biografia è stato recentemente prodotto un film, The end of the tour, di Donald Margulies, diretto da James Ponsoldt.
Lo spettacolo, per la regia di Luca Bargagna e con Viviana Altieri, Vincenzo D’Amato, Elisabetta Mandalari, Luca Mascolo, Massimo Odierna, rappresenta il secondo lavoro della compagnia su un testo di Foster Wallace: la scorsa stagione infatti BluTeatro ha debuttato al Teatro dell’Orologio portando in scena per la prima volta in Italia il romanzo Verso Occidente l’impero dirige il suo corso (dicembre 2014).
Per info e prenotazioni telefonare allo 066875550, mail biglietteria@teatroorologio.com: i prezzi dei biglietti vanno da 15 euro (intero) a 12 euro (ridotto).

TEATRO - Al Piccolo Eliseo di Roma, dal 13 al 24 aprile prossimi: "I vicini", una guerra di pianerottolo.

Dal 13 al 24 aprile prossimi, il Piccolo Eliseo di Via Nazionale in Roma ospita “I Vicini – Non bussate a quella porta”, di e con Fausto Paravidino, assieme a Iris Fusetti, Davide Lorino, Barbara Moselli e Sara Putignano.  
Fausto Paravidino, uno fra i pochissimi autori italiani rappresentati alla Académie Française, scrive un dramma psicologico complesso dove il limite tra il noto e l’ignoto viene incarnato da una porta.
La porta che divide il dentro dal fuori, la ‘casa’ dall’esterno, il noi dagli altri. Una guerra di pianerottolo dunque, dove i protagonisti sono due coppie di vicini.
Siamo arrivati alla fine della tournée con questa che definirei una pièce sulle nostre paure - dice Paravidino - sulle nostre paure immaginarie, sulle nostre paure reali. È una pièce su noi stessi, sugli altri, su quello che è reale, su quello che è immaginato. Un po’ come certi fantasmi, un po’ come certo teatro".
La storia si sviluppa intrecciando due plot, quello legato all’evento reale, cioè l’arrivo di una nuova coppia di vicini e quello sottile legato al bisogno di scavare nell’inconscio, nelle paure. Lui e Lei sembrano minacciati più da ciò che accade o più da ciò che si teme? Una commedia noir, dalle tinte fosche che tiene alta la tensione come in un thriller. E poi c’è il pubblico, che guarda attraverso quello spioncino una realtà vera e una filtrata dalle loro paure, dove i personaggi slittano più volte da una dimensione immaginata a quella reale e viceversa.  Se sapessimo esattamente di cosa abbiamo paura, probabilmente paura non ne avremmo - prosegue l’autore - Lui ha paura dei vicini. Perché? Non lo sa. E Greta? Greta no. Greta non ha nessuna paura dei vicini. Anzi, non vede l’ora di farne la conoscenza, lei ha paura della vecchia. Che vecchia? La vecchia che vede di notte. La vicina che c’era prima di morire. È un sogno? No. È un fantasma?”.