WRITING

WRITING
A cura di ANDREA CURTI

mercoledì 11 marzo 2015

TEATRO - Alla Sala Orfeo dell'Orologio di Roma, da domani in prima nazionale: "Tutti i padri vogliono far morire i loro figli", incontro-scontro sullo sfondo del '68.

La Sala Orfeo del Teatro dell’Orologio di Roma (Via dei Filippini 17/A ) ospita il debutto in prima nazionale dello spettacolo Tutti i padri vogliono far morire i loro figli, della compagnia CK Teatro, testo di Fabio Morgan e Leonardo Ferrari Carissimi, che ne cura anche la regia, liberamente ispirato ad Affabulazione di Pier Paolo Pasolini. In scena, da domani 12 marzo sino al 3 aprile prossimi, Irma Ciaramella, Anna Favella, Chiara Mancuso, Luca Mannocci e Mauro Santopietro (prezzo intero € 15,00 – ridotto € 12,00, tel. 06 6875550, mail biglietteria@teatroorologio.com).
Lo spettacolo narra le vicende di una famiglia, e dell'incontro-scontro di un padre con suo figlio. L'ambientazione è l'epoca moderna, ma una modernità che si pone come lettura di un presente che poggia le sue basi su nuovi archetipi. Proprio per questo si è sentita l'esigenza di prendere spunto dalla struttura narrativa di Affabulazione ma di mutarne completamente i contenuti; infatti mentre il testo di Pasolini iniziava con un coro tragico rappresentato dalla figura di Sofocle, nella riscrittura di Tutti i padri vogliono far morire i loro figli il coro sarà rappresentato dall'ombra di Pasolini, e l'archetipo che narrerà non saranno le vicende tragiche e mitiche di Edipo, ma il racconto del '68. Proprio i temi del ‘68 costituiscono la cornice entro la quale tutti personaggi agiranno. Le tensioni tra i vari personaggi saranno provocate da una divergente lettura di questi temi che procurerà ferite insanabili soprattutto tra le due figure chiave dello spettacolo: il padre e il figlio.
Siamo in una casa al mare, una casa da buona famiglia borghese, dove vivono un ragazzo con sua madre. L'azione dello spettacolo ha inizio con il ritorno del padre, dopo quindici anni di silenziosa assenza. Un padre che dichiara di essere molto malato, e che prima di morire vuole ricucire il rapporto con suo figlio, che in realtà non ha mai conosciuto. Il padre ci appare come un uomo dal grande vissuto, che ha sempre preferito la libertà alle responsabilità, e che grazie al suo lavoro, fotografo, si è trovato spesso a vivere i momenti più importanti della storia degli ultimi trent’anni. Lui, fiero protagonista del ’68, animato dagli ideali libertari, si troverà a scontrarsi ferocemente con suo figlio, al quale il padre appare come un bambino mai cresciuto che nella vita ha goduto di situazioni estremamente privilegiate e di cui lui, figlio, in qualche modo paga ancora le conseguenze. Nella dialettica tra questi personaggi e nelle istanze che essi rappresentano sta il nucleo di questa tragedia moderna, che ci appare come un infinito affabulare sul doloroso e irrisolto mistero dell'essere figli nell'epoca dell'assenza dei padri.

martedì 10 marzo 2015

TEATRO - All'Ambra Jovinelli, dal 19 al 29 marzo, ecco l'attrice siciliana Teresa Mannino: “Sono nata il ventitrè”, ma la cabala non c'entra...

L’Ambra Jovinelli di Via Guglielmo Pepe 43 in Roma ospita, dal 19 al 29 marzo prossimi, “Sono nata il ventitrè”, atto unico di un’ora e mezza firmato da Teresa Mannino e Giovanna Donini, per la regia e l’interpretazione della stessa Teresa Mannino
Se è vero che siamo la somma di quello che siamo stati, di quello che siamo e delle scelte che faremo, sicuramente questo spettacolo ci mostrerà ciò che ha reso Teresa Mannino, Teresa Mannino. “Ho voglia di raccontarmi” confessa l’attrice, “Voglio raccontare al mio pubblico la mia vita, com’ero, come sono cresciuta e come è cambiato il mondo intorno a me”. Un viaggio nella sua infanzia, tra i piccoli e grandi traumi di allora che magari poi si sono rivelati formativi. “Sono diventata quella che sono passando attraverso momenti difficili che mi hanno fatto crescere. Ecco, voglio raccontarvi i miei traumi; ad esempio? Ad esempio che ero la terza figlia e quando toccava a me fare il bagno, l’acqua non c’era più. Un classico. E poi voglio parlare dei calciatori di ieri e di oggi e del rapporto genitori figli”.
Così, passando attraverso il racconto della sua infanzia trascorsa nell’ambiente protettivo ma anche adulto e forte della sua Sicilia, dei rapporti genitori e figli, o quello dei mitici anni ’70, la Mannino ci racconta la sua versione dei mutamenti avvenuti in questi ultimi anni.
“La mia forza e determinazione derivano dalla mia famiglia, dai miei genitori che mi hanno amata incondizionatamente. Ero una ribelle ma loro mi hanno sostenuta anche quando non ho seguito le orme familiari, come ad esempio nei miei studi universitari”. Oggi che da figlia è diventata madre, la siciliana individua nel rapporto genitori-figli un cambiamento critico per cui siamo diventati iperprotettivi a scapito di bambini che crescono impacciati ed insicuri. “Siamo genitori talmente preoccupati di tutelare i figli dai pericoli quotidiani che non curiamo la società nella quale dovranno crescere”. Tra i traumi della vita non poteva mancare quello del tradimento. La letteratura classica è piena di eroi ed eroine infedeli. Ma guarda caso le donne che tradiscono non vengono perdonate e di solito muoiono, mentre gli uomini traditori non muoiono mai, semmai sono le amanti a fare una brutta fine. Così la Mannino prenderà in prestito la figura dell’eroe classico, quella di Ulisse e, alla luce dei tormenti di Penelope, rivelerà il suo potenziale di antieroe di tutti i tempi.
Sono nata il ventitré è lo specchio dei suoi pensieri; e siccome pensa sempre quello che dice e dice sempre quello che pensa, sarà un’esperienza divertente seguire il suo filo logico.
“Sono una persona diretta, nel bene e nel male. Questo è il mio pregio ed il maggior difetto. Quando mi interpellano per sapere come la penso rischio sempre di ferire e di essere ferita. Sembra un paradosso, ma la sincerità può essere male interpretata. Anche nella mia carriera, soprattutto all’inizio, quando non mi conosceva nessuno, ho rischiato più volte di lasciare di stucco il pubblico per i miei modi diretti. Ora si divertono un sacco”.

lunedì 9 marzo 2015

Calcio a 5 - Serie A, 18a giornata: Lazio, operazione aggancio fallita!

La Lazio fallisce l’aggancio a Luparense e Asti in vetta alla classifica, al Real Rieti non riesce la rivincita dei quarti di finale di Coppa Italia. Il posticipo della diciottesima giornata del campionato di Serie A di calcio a 5 finisce 4-4: pareggio spettacolare al PalaGems con i biancocelesti, avanti per gran parte del match, raggiunti e superati prima del gol di Corsini realizzato a 12 secondi dalla sirena.
Il primo pericolo è di marca amarantoceleste: colpo di testa di Alemao su angolo di Zanchetta e palla fuori di poco. La prima occasione per la Lazio la costruisce invece Manfroi, ma il suo tiro viene deviato da Davì e finisce a lato. Lazio avanti al 10’36’’ con Schininà, che sfrutta l’uscita lenta della difesa del Real e fulmina Micoli con un sinistro sotto le gambe. Un minuto e mezzo e arriva anche il raddoppio: lo segna Paulinho (battendo Dalcin, entrato per l’occasione al posto di Micoli) su calcio di rigore, concesso dagli arbitri per fallo di Zanchetta su Manfroi. La Lazio va anche vicina al 3-0 con Saul (palo in ripartenza), ma al 16’10’’ ecco la reazione del Rieti: Lemine, di piatto, beffa Molitierno. La ripresa si apre con il 3-1 laziale, segnato da Marquinho dopo soli 23 secondi; la reazione del Real Rieti, però, è rabbiosa ed efficace, e porta al 3-2 di Davìe soprattutto al pareggio di Crema, che stacca nuovamente Canal in testa alla classifica dei marcatori. Dopo quello di Crema, arriva anche il gol di Zanchetta, che a 2’03’’ dalla fine sembra dare il successo alla squadra ospite, ma la Lazio non ci sta, schiera il portiere di movimento e a 12’’ dalla sirena raggiunge il pari con Corsini. Biancocelesti a -2 dalla vetta, Rieti un gradino più in basso.
LE ALTRE PARTITE - Ad aprire il weekend, venerdì, il successo (4-1) della Rapidoo Latina nell’anticipo sul Fabrizio Corigliano. Ieri, il Kaos Futsal ha rovinato la festa dell’Asti sbancando 3-1 il Pala San Quirico. Doppi sorrisi per le abruzzesi: il Pescara vince 3-2 aSestu, l’Acqua&Sapone Emmegross soffre ma supera 5-4 il Napoli.
PROSSIMO TURNO - Il campionato, ora, si ferma per fare spazio alla Nazionale, che dal 18 al 21 marzo a Krosno (Polonia) giocherà il Main Round di qualificazione a Euro 2016, che vedrà gli azzurri opposti ai padroni di casa, alla Bielorussia e alla Finlandia. Il campionato torna nel weekend dal 27 al 29 marzo: si giocheranno Napoli-Asti, Luparense-Lazio, Kaos-Latina, Pescara-Acqua&Saponee Rieti-Sestu, riposerà il Fabrizio Corigliano.

TENNIS - Coppa Davis, dopo la debacle azzurra: Kazaki in formissima, Barazzutti da dimissioni immediate.

La debacle azzurra in Davis è molto simile a quella del mese scorso in Fed Cup; 2-1 in vantaggio prima dell’ultima giornata, i nostri si sono sciolti come neve al sole, tra meriti degli avversari e demeriti italiani. Oltre ad un arbitraggio da terza categoria, che ci ha ricordato quel Jugoslavia-Italia del 1988 quando Cancellotti contro “Christo” Oresar fu battuto più dai giudici di linea che non dal suo avversario.
Dias Doskarayev: voto 10. Il Capitano non giocatore kazako fa la mossa della disperazione e, senza badare alle gerarchie, manda in campo sul 2 pari tal Nedovyesov, 130 del mondo, lasciando in panca il più esperto Golubev, 91, preso a pallate da Seppi e in doppio. Ed è la mossa vincente perché la ferocia agonistica dell’illegibile Nedovyesov fa la differenza.
Kukushkin: voto 9. Vince in scioltezza entrambi i singolari senza perdere neppure un set, il suo tennis non ha grande spettacolarità anzi è fuori dalla luce dei riflettori però l’ex russo ha la solidità di un numero venti al mondo; sbaglia poco e sa sempre quello che deve fare. E poi è lui ha dare il via alla riscossa kazaka.
Nedovyesov: voto 8,5. Scendere il campo sul 2 pari in Coppa Davis e per giunta in casa, di fronte al proprio pubblico, non è facile, anzi. Un altro se la sarebbe fatta sotto, lui no; ha lottato, sofferto, approfittato dei passaggi a vuoto di Fognini e dei regali arbitrali per venire a capo di un match quasi perso. Regalando la qualificazione al “suo” Kazakistan.
Fognini-Bolelli: voto 7. E’ l’unica nota lieta della trasferta ad Astana, il doppio che non tradisce, che si compensa nella tecnica e nel gioco, che non molla ma è determinato ad arrivare alla vittoria. E’ stato il punto dell’illusione ma la coppia resta in trend positivo.
Seppi: voto 6-. Dopo aver portato il punto dell’1-1, giocando anche un buon tennis, contro Kukushkin ci aspettavamo che chiudesse il conto, che prendesse per mano la squadra, che fosse un leader. Ma leader non è, ci sbagliavamo. La resa è stata imbarazzante.
Golubev: voto 5,5. E’ l’unico kazako ad aver perso singolare e doppio, il capitano lo ha capito e lo ha lasciato fuori nell’ultimo e decisivo singolare. Ma non ha giocato male.
Bolelli: voto 5+. Bene in doppio, pessimo in singolare, dove è stato surclassato dalla solidità di Kukushkin. Veniva da un buon periodo, giusto farlo giocare, ma senza attributi non si va lontano.
Fognini: voto 5. L’anno scorso fece il miracolo contro Murray e pareva fosse lui il trascinatore della squadra, il leader; questa volta, entrato sul 2-2, ha tirato per le lunghe un match che poteva chiudere senza patemi, si è fatto rimontare come uno sprovveduto ma contro avversari sconosciuti spesso gli capita di far figuracce. E così è stato. Bene in doppio ma è troppo poco.
Barazzutti: voto 4,5. Avevamo difeso la scelta di far giocare Bolelli perché più in forma sul veloce, poi però è subentrata tanta confusione, un rimescolamento delle carte che ha nuociuto all’economia del risultato finale. Ciò che più inquieta è che sia in Fed Cup che in Davis l’Italia era avanti prima dell’ultima giornata. C’è da chiedersi cosa dica ai giocatori in tali circostanze. O è meglio non saperlo… La nostra idea è che le dimissioni, dopo un doppio fallimento così eclatante, siano necessarie.   

venerdì 6 marzo 2015

TENNIS - Coppa Davis, Kazakhistan-Italia 1-1: Bolelli kaputt, Seppi salva la baracca.

La prima giornata di Coppa Davis ha il sapore agrodolce di una mezza sconfitta: colpa di Simone Bolelli, schierato giustamente come singolarista da Barazzutti dopo il buon avvio di stagione sul veloce. Il bolognese, di tricolore vestito (maglia rosso-bianca e pantaloncini verdi) però è caduto sotto i colpi di un Kukushkin che sembrava Djokovic ma era solo Kukuskhin; perso il primo set al tie-break in malo modo, con errori gratuiti sia col dritto (set point a favore) sia col rovescio (set point dell'avversario), Bolelli è stato incapace di reagire, risultando fuori dal match sia dal punto di vista mentale sia dal punto di vista tecnico. Buon per l'Italia che Andreas Seppi non sia caduto in depressione ma anzi abbia preso il mano le redini della squadra pareggiando il conto contro Golubev dopo due ore e mezza di un match allungato dall'azzurro stesso, dato che conduceva due set a zero e un break avanti nel terzo. E domani, alle ore 14 locali, le 9 italiane (diretta su SuperTennis) il doppio decisivo: : Fognini-Bolelli, numeri uno del mondo nel 2015 (vincitori degli Australian Open), hanno l'obbligo di portare a casa il punto del sorpasso ma non sarà facile perchè Golubev-Nedovyesov, lo scorso anno, si presero il lusso di sconfiggere il doppio svizzero Federer-Wawrinka. 

TEATRO - All'Olimpico di Roma la V edizione del Festival internazionale della Danza: Fiesta Argentina con Pastorive.

Al Teatro Olimpico di Piazza Gentile da Fabriano 17, in Roma, dal 10 al 22 marzo prossimi,  c’è un nuovo importante appuntamento che inaugura la quinta edizione del ‘Festival Internazionale della Danza’ della Filarmonica Romana, ovvero quello con Néstor Pastorive, danzatore argentino dall’impeccabile tecnica e maestro indiscusso dello zapateo che interpreta con grande finezza musicale e stilistica nonché coreografo tra i più innovativi.
Fiesta Argentina è un affascinante viaggio alla scoperta di una Argentina insolita, capace di evocare paesaggi inaspettati attraverso la sua ricca tradizione di danze popolari da quelle più primitive a quelle più moderne. Non solo tango dunque ma anche la chacarera della campagna, la sensuale zamba, la milonga e soprattutto il malambo, spettacolare danza maschile che ricalca la doma dei cavalli dei gauchos nelle pampas.
Il 18 marzo la Compagnia di Pastorive verrà ricevuta in udienza privata dal connazionale Papa Bergoglio e chissà che non chieda di assistere ad una esibizione. Lui di certo non pagherà. Per i comuni mortali invece il prezzo del biglietto oscilla da 33 a 23 euro mentre il ridotto junior 4-14 anni è di 7 euro.

Calcio a 5 - Serie A, 18a giornata: Latina-Corigliano, scontro salvezza. Insidia derby con Rieti per la Lazio.

Dopo lo spettacolo della Final Eight di Coppa Italia, vinta dall’Asti in finale sul Pescara, nel weekend torna il campionato di Serie A di calcio a 5: si gioca la diciottesima giornata, la settima del girone di ritorno, quintultima della regular season. Ad aprirla, domani, lo spareggio salvezza tra Rapidoo Latina e Fabrizio Corigliano, in diretta su RaiSport 2; sabato, Città di Sestu-Pescara, Asti-Kaos Futsale Acqua&Sapone Emmegross-Napoli. Domenica, il posticipo tra Lazio e Real Rieti. Riposerà la Luparense.
ANTICIPO - Le prime due squadre a scendere in campo saranno Rapidoo Latina e Fabrizio Corigliano: i nerazzurri di Basile, tra turno di riposo e Final Eight, arrivano da tre settimane di sosta, che fanno seguito al punto guadagnato ad Asti e, con una vittoria, tirerebbero nuovamente il Corigliano dentro la bagarre per la salvezza. Al contrario, la squadra di Toscano e Cimino – che in Coppa Italia ha dato filo da torcere per un tempo alla Luparense, prima di arrendersi nella ripresa – cerca punti per ipotecare la permanenza nella massima serie, e garantirsi anche un posto nei playoff. Nel Corigliano, fuori De Luca per squalifica. Diretta tv su RaiSport 2 alle 20.
DOMANI - Le altre due squadre in lotta per la salvezza sono Città di Sestu e Napoli: i sardi, che sul campo hanno vinto una sola partita in questa stagione (contro il Corigliano), aprono il programma del sabato ospitando in casa un Pescara reduce dalla grande delusione per la finale di Coppa Italia persa contro l’Asti, e per questo desideroso di riscatto. I rossoblù di Cocco, invece, devono assolutamente muovere la classifica, anche perché il Latina (a oggi) è un solo punto dietro, così come la zona playout.
Alle 18, grande festa al Pala San Quirico per il ritorno in campo dell’Asti, con un ospite speciale: la Coppa Italia conquistata domenica a Pescara, con la conseguente standing ovation per i giocatori Orange a sei giorni dal trionfo del Pala Giovanni Paolo II. Poi, però, l’attenzione sarà rivolta solo alla partita contro il Kaos Futsal: visto il turno di riposo che osserverà la Luparense (capolista a braccetto), l’Asti ha la chance di andare da solo in testa alla classifica, e non vorrà farsela sfuggire, anche se il Kaos – tra le grandi deluse della Final Eight – è un osso duro, nonostante le squalifiche di Coco e Halimi.
Alle 18.30, tocca agli ex detentori della Coppa Italia dell’Acqua&Sapone Emmegross: dopo il ko in Final Eight contro l’Asti, la squadra di Bellarte (che recentemente ha rinnovato il contratto con il club abruzzese, che guiderà per il quinto anno di fila) attende il Napolial PalaRoma, dove l’Under 21 partenopea una settimana ha costruito la qualificazione alla finale della Coppa Italia di categoria. Ma la Serie A è un’altra cosa, e il Napoli lo sa bene: gli abruzzesi giocano per migliorare la posizione d’ingresso nei playoff, gli azzurri per tornare definitivamente in corsa per la salvezza diretta.
DOMENICA - A chiudere il weekend, sarà il posticipo tra Lazio e Real Rieti, che si ritroveranno di fronte dieci giorni dopo i quarti di finale di Coppa Italia, stravinti dai biancocelesti ai danni dei “cugini”. Anche per le due laziali, visto il riposo che osserverà la Luparense, è una chance da non fallire, per guadagnare punti e posizioni verso l’altissima classifica. Nella Lazio mancherà lo squalificato De Bail (anche infortunato dopo i fatti di Pescara), mentre il Rieti deve cancellare una Final Eight nata completamente sotto altri auspici.

giovedì 5 marzo 2015

TEATRO - Al Petruzzelli di Bari dal 21 al 28 marzo: Bif&st 2015, a lezione di cinema con i grandi Maestri.

Un formidabile parterre de rois, composto da otto grandi registi europei, salirà sul palcoscenico del Teatro Petruzzelli di Bari dal 21 al 28 marzo per tenere le ormai immancabili Lezioni di cinema del Bif&st, il festival presieduto da Ettore Scola e diretto da Felice Laudadio, organizzate in collaborazione con la Fipresci, la federazione mondiale dei critici che a Bari festeggerà il suo 90esimo anno.
Le otto lezioni di cinema, ciascuna preceduta da un film del “Maestro”, avranno inizio con Sir Alan Parker, introdotto dal critico Derek Malcolm; la lezione prenderà spunto dal suo bellissimo Midnight Express (Fuga di mezzanotte) del 1978. Sarà poi la volta del regista francese Jean-Jacques Annaud, presentato dal critico Michel Ciment, che terrà la sua lezione dopo la proiezione di Sette anni in Tibet del 1998, in attesa dell’anteprima italiana, nella stessa serata, del suo nuovo film L’ultimo lupo (Le dernier loup). Il regista greco Costa-Gavras trarrà spunto per la sua lezione da Amen del 2002, sul controverso rapporto fra il pontificato di Pio XII e il nazismo. Sarà poi la volta di un grande maestro del cinema italiano, Ettore Scola, che terrà la sua master class dopo la proiezione di Una giornata particolare del 1977, nella nuova versione restaurata dalla Cineteca Nazionale, per il quale ottenne la sua prima nomination all’Oscar. Il polacco Andrzej Wajda, Oscar e Leone d’oro alla carriera, introdotto dalla critica Grazyna Torbicka racconterà i suoi 50 anni da regista partendo da uno dei suoi ultimi film, l’impressionante Katyn del 2007 sui crimini dei sovietici in Polonia all’inizio della seconda guerra mondiale. Un altro leggendario regista, il tedesco Edgar Reitz, autore di Heimat, il film in 30 episodi lungo oltre 54 ore che ha ottenuto negli anni una infinità di riconoscimenti, partirà proprio dall’episodio Hermännchen della serie televisiva passata anche nelle sale cinematografiche, e ora restaurata, per la sua lezione di cinema introdotta da Klaus Eder. Con Anni di piombo Margarethe von Trotta ottenne a Venezia nel 1981 il Leone d’oro e il premio Fipresci. Sarà questo il film alla base della lezione di cinema della regista tedesca che con la protagonista Katja Riemann presenterà in anteprima assoluta italiana nella stessa serata il suo film più recente The Misplaced World, trionfalmente accolto all’ultimo Festival di Berlino.
Infine, in chiusura, introdotto dal critico francese Jean Gili, sarà la volta di un altro grande regista italiano incluso nel panel delle lezioni di cinema: Nanni Moretti. La sua sarà una “lezione” a sorpresa che avrà inizio dopo la proiezione di Caro diario, premiato al Festival di Cannes 1994 e vincitore di numerosi altri premi. A tutti i registi verrà consegnato il Fipresci 90 Platinum Award. Nanni Moretti sarà insignito al Petruzzelli, nella serata finale del festival, anche del “Federico Fellini Platinum Award” per l’eccellenza cinematografica.
«Nella storia dei festival di tutto il mondo che ben conosco – ha dichiarato Felice Laudadio, già direttore della Mostra di Venezia e del TaorminaFilmFest, che dal 1979 in poi ha ideato e diretto almeno una dozzina di festival in Italia e all’estero – non è mai avvenuta una simile concentrazione di così autorevoli talenti impegnati a tenere, l’uno dopo l’altro, delle lezioni di cinema. Da vecchio giornalista mi auguro che i mass media, di tutti i tipi, prestino a questo avvenimento straordinario la stessa attenzione riservata a eventi certamente più ‘popolari’, diciamo così, ma infinitamente meno rilevanti sul piano della cronaca culturale e cinematografica. E lo dico non perché il Bif&st abbia bisogno di altro pubblicoche non sapremmo per altro come accogliere: lo scorso anno furono oltre 70.000 gli spettatori in 8 giorni, con una presenza media di 1.200 persone ad ogni lezione di cinema al Petruzzelli, facendo il tutto esaurito, un vero e proprio fenomeno – ma perché con iniziative di questo tipo, se correttamente raccontate dai giornali, dalle tv, dalle radio e dal web, si contribuisce a combattere e a battere la montante barbarie culturale».

TENNIS - Coppa Davis, domani Kazakhistan-Italia: Bolelli titolare, fuori Fognini. E Barazzutti si scopre coraggioso...

Ecco la Coppa Davis, bella lucente, l’Insalatiera ambita da molti e alzata da pochi. Mentre si pensa a come rendere accattivante la manifestazione, che per la verità già lo è di per sé (Francesco Ricci Bitti, presidente dell’ITF, ha azzardato possibili novità come la finale in campo neutro, l’uso di una sola palla di servizio, i set brevi), gli azzurri di Capitan Barazzutti sono ad Astana per cercare di espugnare casa Kazakistan. E domani ore 12 (le 7 italiane) è subito match con Kukushkin-Bolelli, a seguire Golubev-Seppi, mentre sabato (ore 14 locali, 9 italiane) il doppio kazako Golubev-Nedovyesov sfiderà i vincitori dell’Australian Open Fognini-Bolelli. Domenica (ore 14 locali, 9 italiane), chiusura con Kukushkin-Seppi (i numeri uno delle squadre) e Golubev-Bolelli. Sperando di non arrivare sul 2 pari ma di chiudere prima la pratica. Pratica che però non è così semplice come sembra perché l’anno scorso i nostri avversari sono stati ad un passo dall’estromettere la Svizzera di Federer e Wawrinka dal torneo (la Svizzera ha poi vinto la Coppa Davis). Questa volta Barazzutti ha mostrato un po’ di coraggio lasciando in panca Fognini, numero 1 d’Italia ma decisamente meno a suo agio sul veloce indoor rispetto agli altri italiani. “Non è importante chi gioca primo e chi secondo, l’importante sono i 3 punti in un match nel quale partiamo leggermente favoriti, ma non sarà facile”, ha commentato capitano non giocatore azzurro, il quale ha poi chiosato dicendo che “Fognini non gioca il primo giorno semplicemente perché ora i migliori sono Seppi e Bolelli”. Così toccherà proprio al bolognese Bolelli aprire le danze contro il numero 1 kazako e 58 del mondo Kukushkin, con cui ha sempre vinto nei tre precedenti diretti (giocati però tutti sulla terra rossa); Bolelli era il numero 36 del mondo, l’anno scorso è scivolato al 438, ora è risalito al numero 49 battendo a Marsiglia un top ten come Raonic. Anche Seppi, numero 31 del mondo e 2 d’Italia dietro Fognini è partito bene nella stagione, battendo Federer a Melbourne e arrivando in semifinale a Dubai e in finale a Zagabria. Con Golubev, numero 91 dell’ATP, non ha  mai giocato contro ma i due si conoscono bene perché il kazako frequenta circoli nostrani. E’ quindi una scelta ineccepibile, considerando la superficie veloce (ma non troppo) dell’indoor di Astana, quella di Barazzutti di lasciar fuori Fognini. C’è poi chi parla che questa odierna è una delle nazionali più forti dopo quella storica di Panatta & C.; sulla carta è un discorso plausibile, e la semifinale dello scorso anno in parte lo attesta. Ma battere i kazaki deve dare quelle conferme al tennis italiano maschile che mancano da anni come team di Coppa Davis.

domenica 1 marzo 2015

Calcio a 5 - Coppa Italia, altro successo per gli Orange dopo la Winter Cup: L'Asti fa il bis, sognando lo scudetto.

Doppietta Asti. Dopo la Winter Cup, la formazione Orange batte ancora una volta in una finale il Pescara e si aggiudica la 30ma edizione della Coppa Italia. Un epilogo della Final Eight emozionante, con i Delfini di Colini che hanno più volte accarezzato il sogno di conquistare il primo trofeo della loro storia ma che si sono arresi, nel secondo tempo supplementare, al gol di Fortino a 20'' dalla sirena. Che ha consentito alla squadra di Tiago Polido di ricucirsi sul petto quella coccarda tricolore conquistata nel 2012 a Padova. Prima del fischio d'inizio, il presidente della Divisione Calcio a cinque Fabrizio Tonelli ha donato al presidente Massimo Parenti, per il terzo anno consecutivo, un assegno da tremila euro per aiutare l'Associazione genitori bambini emopatici (A.G.B.E.). Inoltre, nell'ambito dei progetti "I valori scendono in campo" del SGS e "Io Calcio a 5" della Divisione, è stato svolto il concorso scolastico “Gioco di squadra: il calcio... uno sport senza frontiere”, vinto dalla 5a C della Scuola Primaria dell'Istituto Comprensivo Pescara 5 che si è aggiudicata la medaglia conferita dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per aver realizzato il miglior lavoro didattico inerente al tema. Tutto questo è stato reso possibile grazie al contributo dell'ufficio scolastico provinciale del Miur, della coordinatrice provinciale di educazione fisica Patrizia Tormenti, del coordinatore regionale del SGS Emidio Sabatini e del delegato provinciale Emidio Santacroce. E anche a quello del CR Abruzzo che, inoltre, sempre nell'ambito del progetto “Io Calcio a 5”, ha dato vita al festival delle scuole di calcio a 5, organizzato dal delegato regionale Alessandro Di Berardino con la collaborazione del professor Nicola Bianco, referente della Divisione per l'attività di base.
Le emozioni della Final Eight sono proseguite quando le due squadre - accolte da 2500 spettatori e dalla Vagaband, gruppo musicale che ha divertito e fatto cantare tutto il Pala Giovanni Paolo II - sono scese in campo. Sin dal fischio d'inizio la partita è bella, intensa e giocata da due squadre che dimostrano di meritare un palcoscenico di questo tipo. Il vantaggio del Pescara arriva al 8'47'', ed è un regalo di Wilhelm, che portando palla davanti alla sua linea di porta si fa soffiare il pallone da Rescia, autore dell'1-0. Il giocatore argentino, però, si riscatta 4' più tardi con un sinistro che non lascia scampo all'ottimo Tatonetti. Ma prima dell'intervallo il boato del Pala Giovanni Paolo II rimbomba di nuovo su Pescara. È PC, tornato dal Brasile dopo due anni (era presente nella finale scudetto persa nel 2011), a siglare il 2-1, tagliando in due a difesa e trafiggendo Putano con un destro dal limite. Doccia fredda nella ripresa per il Delfino. Al 6'18'', da azione da calcio d'angolo, Ramon calcia al volo e infila alle spalle di Tatonetti, poi Follador non perdona al 8'58'' dopo un'ingenuità della difesa. Passano meno di 2' ed ecco che arriva il pareggio, con una grande azione collettiva: ispirata sulla fascia sinistra da Ercolessi, palla all'angolo per Canal che serve al centro l'accorrente Caputo, per il quale è un gioco da ragazzi depositare in rete. La partita cambia al momento dell'espulsione di Duarte: 11'38'' sul cronometro, passano altri 12'' e il Pescara, in superiorità numerica, trova il 4-3 con Canal che appoggia di piatto un rigore in movimento. Ma per i titoli di coda c'è ancora tempo. A 3' dalla fine Polido inserisce Follador portiere di movimento: mossa azzeccata, perché dopo un continuo possesso palla arriva il pareggio con Jonas.
Si va ai tempi supplementari, dove l'Asti rimedia la seconda espulsione. Stavolta a farne le spese è Ramon, reo di aver preso il pallone con la mano nel tentativo di fermare Salas. Rosso e tiro libero, sbagliato però da Canal. Ma è il preludio al gol, che arriva a 57'' dallo scadere del primo tempo: in superiorità numerica, triangolo perfetto Canal-PC-Ercolessi, con quest'ultimo che fa esplodere il Pala Giovanni Paolo II. Il pareggio arriva nel secondo tempo, quando, con Follador portiere di movimento, Fortino trova il 5-5. Polido insiste con il 5° uomo senza trovare la via del gol, e quando lo spettro dei rigori sembra essere sempre più vicino ecco spuntare ancora una volta Fortino, autore della rete che manda l'Asti in estasi.